Agricoltura, si protesta ancora contro la manovra

Anche Coldiretti va sentire la sua voce contro il decreto \'salva Italia\', che incide troppo sulle tasche degli agricoltori

"Il decreto ‘salva Italia’ avrà un impatto pesantissimo sui terreni agricoli e sui fabbricati sui rurali, andando a tassare quelli che sono, di fatto, mezzi di produzione per le imprese agricole". Anche Coldiretti si pronuncia duramente contro la manovra economica del neo governo Monti, seguendo Confagricoltura, che aveva già fatto notare come il provvedimento incida per il 10% sulle tasche degli agricoltori, soprattutto con l’introduzione dell’Imu (l’imposta municipale unica che va a sostituire l’Ici abolito dal governo Berlusconi).

"Il decreto ‘salva Italia’ – prosegue il comunicato di Coldiretti – farà pagare alle imprese agricole, attraverso l’Imu, un aumento insostenibile, stimato in un miliardo di euro, andando a coinvolgere stalle, fienili, cascine e capannoni per trattori e attrezzi".

Il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, lamenta una mancata considerazione dell’agricolura come settore ben diverso da quello puramente immobiliare: "Il bene terra, se utilizzato per la produzione agricola, deve avere un trattamento fiscale diverso da quello riservato ai fondi agricoli speculativi o per fini hobbistici". Urge dunque un incontro con il governo: "Finita l’emergenza manovra, va aperto un serrato confronto con il parlamento per riaffermare il ruolo strategico di un settore determinante dell’economia italiana. Un ruolo che evidentemente sfuge ancora a troppe persone".

L’ufficio fiscale di Coldiretti cita addirittura alcuni esempi concreti dell’impatto dell’Imu sulle aziende agricole: "Per una stalla di 480 metri quadrati, con rendita di 3800 euro, si pagheranno ex novo 479 euro. Un terreno agricolo con rendita catastale pari a 1000 euro, che comportava fino ieri una tassa di 1009 euro, con l’Imu costerà 1140 euro. Una casa di abitazione principale ‘rurale’ con rendita catastale di 680 euro porterà una tassa di 456,96 euro, a cui vanno sottratti i 200 euro di riduzione per le abitazioni principali, per un esborso dunque di 256,96 euro".

Ma per Coldiretti, "un fatto ancora più grave è l’esclusione delle imprese agricole dalle misure di sostegno alle piccole e media imprese, mentre verranno rideterminate le aliquote contributive di coltivatori diretti, mezzadri e coloni, con ulteriori oneri".

Conclude Marini: "Le misure di equità e di crescita devono riguardare anche il settore agricolo, e queste misure nella manovra non ci sono. Tuttavia, per senso di responsabilità abbiamo scelto di non manifestare in piazza". Forse è proprio questo l’atto che manca, necessario per dimostrare che gli agricoltori, questa manovra, non la vogliono davvero.

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