Agriturismo no grazie. Meglio l’agricampeggio

Spopola in Italia la nuova frontiera delle vacanze in campagna

Gli agriturismi sono troppi e non lavorano più come prima? Allora apriamo un agricampeggio. La nuova frontiera delle vacanze in campagna si presenta come una soluzione imprenditoriale per uscire dalla crisi che ha colpito gli agriturismi, dovuta non tanto alla recessione economica, bensì allo spopolamento degli agriturismi italiani che in dieci anni sono raddoppiati, lavorando naturalmente sempre di meno. L’idea affiorata di recente è allora quella di aprire un agricampeggio, ovvero un luogo di ospitalità per tende e camper situato in aperta campagna. Le struttre di questo tipo stanno raggiungendo quota mille (fonte: indagine Coldiretti presentata al Salone del camper di Parma), per un totale di circa ottomila piazzole di sosta.

In sette anni, affermano i dati Istat presentati dall’associazione agrituristica Terranostra che fa parte di Coldiretti, le piazzole di sosta situate nelle aziende agrituristiche italiane sono aumentate del 50%, con punte in Veneto, Abruzzo, Puglia e Campania. Il mese di settembre vede gli agricampeggi tra le mete preferite dei turisti, sempre più attirati dalle gite in piena natura, lontane dalle spiagge affollate. La possibilità di campeggiare all’aria aperta degustando specialità enogastronomiche locali è un’occasione ghiotta per qualsiasi vacanziero che non desidera alloggiare in stanza, ma preferisce portarsi dietro la propria casa mobile.

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