Pac

AgrinotizieAgrinotizieAprile 29, 2019
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La nuova Pac garantirà ancora un pagamento di base, ma solo per la sostenibilità e non per la volatilità dei prezzi. È quanto emerge dalla prima bozza di regolamento della Pac 2021-2027, resa pubblica nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Riassumendo, il nuovo pagamento Pac 2021-2027 sarà un aiuto al reddito dell’agricoltore per remunerare il contributo che dà ogni giorno alla conservazione dell’ambiente.

Greening

Anche nella prossima Pac si farà riferimento al sistema di norme che si riferiscono alla “condizionalità”, che viene anzi rafforzata: i CGO (Criteri di Gestione Obbligatoria) passeranno dagli attuali 13 a 16 e i BCCA (Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali) passeranno da 7 a 10. Le tre nuove BCCA vengono proposte per assorbire nella condizionalità gli impegni dell’attuale greening, cambiandone negli effetti il sistema di attuazione e ampliandone il significato. L’impegno della diversificazione colturale previsto oggi dal greening viene sostituito con il concetto, ben diverso e più ampio, della rotazione delle colture (una buona condizione di nuova introduzione “BCCA 8”).

Questa sostanziale novità ha la potenzialità di impattare sulla programmazione pluriennale delle semine, introducendo l’obbligo di alternare, di anno in anno, le specie che vengono coltivate sulla stessa superficie oggetto di pagamento.

Aree ecologiche e prati permanenti

Il principio delle aree di interesse ecologico (Efa), secondo le intenzioni della Commissione europea, dovranno rimanere un punto fermo per la biodiversità e la sostenibilità agricola insieme ad altre importanti condizioni (nuova “BCCA 9”). Lo stesso vale per il principio del mantenimento dei prati permanenti che, dopo il 2020, sembra destinato a essere anch’esso incorporato nella nuova condizionalità rafforzata proposta con la “BCCA 1”.

Concimazione

Altra novità è la “BCCA 5”, che introduce per le aziende agricole l’obbligo di adottare uno strumento di sostenibilità relativo ai nutrienti. Si tratta in sostanza di uno strumento elettronico finalizzato a supportare le decisioni di campo partendo da quelle relative alla gestione dei nutrienti. Secondo quanto riportato nell’allegato III della proposta di Regolamento, questo strumento dovrebbe prevedere tra le altre cose:

  • funzionalità basata su Sistema di Identificazione delle Parcelle Agricole (Sipa) all’interno di un Sistema Integrato di Gestione e Controllo (Sigc);
  • informazioni ricavate dal campionamento dei suoli;
  • informazioni sulle pratiche di gestione;
  • indicazioni su limiti e requisiti legali per la gestione dei nutrienti;
  • bilancio completo dei nutrienti.

Al momento è in corso un acceso dibattito in Ue rispetto alla praticabilità di questa nuova BCCA e alla complessità del sistema di attuazione che potrebbe evidentemente scaturirne, ma la Commissione europea è intenzionata a difendere questa proposta che, al momento, sembra voler diffondere fra gli agricoltori strumenti innovativi utili a supportare decisioni di campo e a raccogliere/condividere nuovi dati, più che porre nuovi impegni in tema di gestione dei nutrienti in senso stretto.

Fitosanitari

Tra i Criteri di gestione obbligatori (CGO) è opportuno segnalare il “CGO 13” sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Questo CGO porta in modo forte all’interno della condizionalità il tema dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (direttiva 2009/128/CE) ed estende all’intera platea dei beneficiari Pac alcuni obblighi attualmente già presenti nei requisiti richiesti ai beneficiari delle misure 10 e 11 dei PSR, con l’aggiunta delle norme che limitano l’uso degli agrofarmaci nelle aree Natura 2000 e per la tutela delle acque.

Regimi ecologici

Gli Stati membri sono tenuti a introdurre obbligatoriamente uno o più regimi ecologici, detti anche “eco schemi”, e il sostegno può essere concesso come impegno-pagamento annuale, per ettaro ammissibile, sia sotto forma di pagamenti aggiuntivi al sostegno di base (incentivo ad adottare pratiche benefiche), sia come pagamento totalmente o parzialmente compensativo dei costi supplementari e del mancato guadagno derivanti dagli impegni stabiliti.

Il fatto che i regimi possano implicare impegni annuali anziché pluriennali, potrebbe renderli particolarmente attraenti per gli agricoltori. Infatti un agricoltore potrebbe quindi aderire a un regime ecologico su una “base di prova” per un anno o più e poi decidere se continuare a partecipare, a vantaggio (o svantaggio) del raggiungimento degli obiettivi ambientali e della ambizione complessiva della strategia ipotizzata.

Ci auguriamo che i nuovi regimi ecologici siano ben architettati per non complicare la vita degli agricoltori beneficiari.

Digitalizzazione

Dalla lettura dei documenti preparatori alla nuova Pac si evince un fatto che va tenuto ben presente: l’agricoltore dovrà rafforzare il suo impegno per la tutela e sostenibilità ambientale, ma dovrà dimostrarlo concretamente e per far questo sarà per lui indispensabile adottare la digitalizzazione della gestione agricola, che è l’unica via per evitare sprechi, razionalizzare l’uso dei mezzi tecnici, salvaguardare terra, acqua e aria e per poterlo dimostrare con una tracciabilità completa di tutto quello che è stato fatto in campo per 12 mesi all’anno.


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