Notizie su Pac - Agrinotizie

AgrinotizieAgrinotizieGennaio 31, 2020
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La nuova Pac entrerà in vigore nel 2022 e terminerà nel 2027. I prossimi due anni sono dunque di transizione per il settore agricolo, che però deve prepararsi sin da subito per capire come varierà il valore dei titoli Pac 2022-2027. Al momento, le possibilità in campo sono due:

  1. Mantenimento dei titoli con un tetto di 1000 euro e convergenza.
  2. Abolizione dei titoli con pagamento uniforme per tutti di 320 euro.

L’Italia, come tutti gli altri paesi europei, dovrà decidere tra queste due strade, da cui dipendono situazioni molto diverse per gli agricoltori. Per fare un esempio, riprendiamo l’efficace simulazione condotta da Stefano Ciliberti sull’Informatore Agrario:

  • Azienda A con titoli alti pari a 900 euro/ha (es. olivicoltura del sud, zootecnica da carne al nord, tabacco al centro).
  • Azienda B con titoli medi pari a 300 euro/ha (es. cerealicoltori).
  • Azienda C con titoli bassi pari a 140 euro/ha (es. frutticoltura e viticoltura).

Azienda A (titoli alti)

L’Azienda A ha incassato 1380 euro/ha di aiuti nel 2019 tra pagamento di base e greening. A partire dal 2020, nel caso del mantenimento dei titoli, comincia a subire una decurtazione progressiva sino ad arrivare nel 2027 al tetto dei 1000 euro previsti. Ma nel caso l’Italia applicasse lo scenario 2), cioè il pagamento uniforme per tutti, questa azienda a partire dal 2022 subirebbe una riduzione del 75% del valore degli aiuti, ricevendo infatti sino al 2027 solo 320 euro/ha.

Azienda B (titoli medi)

L’Azienda B nel 2019 ha incassato 460 euro/ha tra pagamento di base e greening. Anche in questo caso, a partire dal 2020 l’azienda subirà un progressivo calo del valore dei titoli, sino ad arrivare nel 2027 a 320 euro/ha. Ma nel caso in cui l’Italia dovesse scegliere il pagamento unico già a partire dal 2022, si troverebbe a passare subito da 460 euro/ha a 320 euro/ha sino al 2027.

Azienda C (titoli bassi)

Si tratta dell’unico caso in cui per entrambi gli scenari l’azienda guadagna qualcosa. Infatti, nel caso del mantenimento dei titoli, dal 2022 al 2027 vedrebbe aumentare progressivamente il valore dei titoli sino a 320 euro/ha, mentre nel secondo caso già a partire dal 2022 vedrebbe raddoppiare il valore dei titoli a 320 euro/ha che ci manterrebbero sino al 2027. Inoltre con la nuova Pac gli aiuti per i giovani agricoltori e gli aiuti accoppiati diventano opzionali, cioè a discrezione dello Stato membro, sarà abolito il greening ma verrà sostituito da un “regime per clima e ambiente” obbligatorio.

Prepararsi subito ai nuovi titoli Pac 2022-2027

Alla luce di questi tre diversi scenari, appare chiaro che le aziende agricole devono prepararsi a un consistente taglio degli aiuti Pac. Uniche eccezioni saranno coloro che seguiranno le tecniche agricole eco-sostenibili e quelle di precisione, che si confermano dunque le strade da seguire per sopravvivere al futuro.

AgrinotizieAgrinotizieMaggio 27, 2019
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Il ministero delle politiche agricole, con il decreto n. 5321 firmato nei giorni scorsi dal ministro Centinaio, ha prorogato la scadenza per la presentazione della domanda unica Pac 2019 e delle domande dei pagamenti a superficie dei PSR.

La scadenza originaria era prevista per lo scorso 15 maggio. Ora invece c’è tempo fino al 17 giugno 2019 (senza alcuna penalità) oppure fino al 12 luglio 2019 (ma con le decurtazioni previste dal regolamento comunitario). Le domande Pac trasmesse dopo la data del 12 luglio 2019 sono invece irricevibili.

La proroga sopraindicata riguarda solo la presentazione della domanda unica Pac, perché la detenzione delle superfici ammissibili per l’aiuto da parte dell’agricoltore rimane fissata alla data del 15 maggio 2019.

Le comunicazioni ai sensi dell’art. 8 del Reg. (UE) n. 809/2014 sulla cessione di aziende devono essere presentate entro e non oltre il 10 giugno 2020.

Infine, gli atti di trasferimenti dei titoli possono essere sottoscritti e registrati fino alla data ultima di presentazione della domanda unica 2019, anche tardiva a norma dell’art. 13 del Reg. (UE) n. 640/2014, tenendo presente che, in ogni caso, la presentazione della domanda di trasferimento deve essere effettuata entro il termine improrogabile del 12 luglio 2019. Quindi gli atti di trasferimento dei titoli possono essere sottoscritti e registrati fino al 12 luglio 2019.

AgrinotizieAgrinotizieAprile 29, 2019
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La nuova Pac garantirà ancora un pagamento di base, ma solo per la sostenibilità e non per la volatilità dei prezzi. È quanto emerge dalla prima bozza di regolamento della Pac 2021-2027, resa pubblica nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Riassumendo, il nuovo pagamento Pac 2021-2027 sarà un aiuto al reddito dell’agricoltore per remunerare il contributo che dà ogni giorno alla conservazione dell’ambiente.

Greening

Anche nella prossima Pac si farà riferimento al sistema di norme che si riferiscono alla “condizionalità”, che viene anzi rafforzata: i CGO (Criteri di Gestione Obbligatoria) passeranno dagli attuali 13 a 16 e i BCCA (Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali) passeranno da 7 a 10. Le tre nuove BCCA vengono proposte per assorbire nella condizionalità gli impegni dell’attuale greening, cambiandone negli effetti il sistema di attuazione e ampliandone il significato. L’impegno della diversificazione colturale previsto oggi dal greening viene sostituito con il concetto, ben diverso e più ampio, della rotazione delle colture (una buona condizione di nuova introduzione “BCCA 8”).

Questa sostanziale novità ha la potenzialità di impattare sulla programmazione pluriennale delle semine, introducendo l’obbligo di alternare, di anno in anno, le specie che vengono coltivate sulla stessa superficie oggetto di pagamento.

Aree ecologiche e prati permanenti

Il principio delle aree di interesse ecologico (Efa), secondo le intenzioni della Commissione europea, dovranno rimanere un punto fermo per la biodiversità e la sostenibilità agricola insieme ad altre importanti condizioni (nuova “BCCA 9”). Lo stesso vale per il principio del mantenimento dei prati permanenti che, dopo il 2020, sembra destinato a essere anch’esso incorporato nella nuova condizionalità rafforzata proposta con la “BCCA 1”.

Concimazione

Altra novità è la “BCCA 5”, che introduce per le aziende agricole l’obbligo di adottare uno strumento di sostenibilità relativo ai nutrienti. Si tratta in sostanza di uno strumento elettronico finalizzato a supportare le decisioni di campo partendo da quelle relative alla gestione dei nutrienti. Secondo quanto riportato nell’allegato III della proposta di Regolamento, questo strumento dovrebbe prevedere tra le altre cose:

  • funzionalità basata su Sistema di Identificazione delle Parcelle Agricole (Sipa) all’interno di un Sistema Integrato di Gestione e Controllo (Sigc);
  • informazioni ricavate dal campionamento dei suoli;
  • informazioni sulle pratiche di gestione;
  • indicazioni su limiti e requisiti legali per la gestione dei nutrienti;
  • bilancio completo dei nutrienti.

Al momento è in corso un acceso dibattito in Ue rispetto alla praticabilità di questa nuova BCCA e alla complessità del sistema di attuazione che potrebbe evidentemente scaturirne, ma la Commissione europea è intenzionata a difendere questa proposta che, al momento, sembra voler diffondere fra gli agricoltori strumenti innovativi utili a supportare decisioni di campo e a raccogliere/condividere nuovi dati, più che porre nuovi impegni in tema di gestione dei nutrienti in senso stretto.

Fitosanitari

Tra i Criteri di gestione obbligatori (CGO) è opportuno segnalare il “CGO 13” sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Questo CGO porta in modo forte all’interno della condizionalità il tema dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (direttiva 2009/128/CE) ed estende all’intera platea dei beneficiari Pac alcuni obblighi attualmente già presenti nei requisiti richiesti ai beneficiari delle misure 10 e 11 dei PSR, con l’aggiunta delle norme che limitano l’uso degli agrofarmaci nelle aree Natura 2000 e per la tutela delle acque.

Regimi ecologici

Gli Stati membri sono tenuti a introdurre obbligatoriamente uno o più regimi ecologici, detti anche “eco schemi”, e il sostegno può essere concesso come impegno-pagamento annuale, per ettaro ammissibile, sia sotto forma di pagamenti aggiuntivi al sostegno di base (incentivo ad adottare pratiche benefiche), sia come pagamento totalmente o parzialmente compensativo dei costi supplementari e del mancato guadagno derivanti dagli impegni stabiliti.

Il fatto che i regimi possano implicare impegni annuali anziché pluriennali, potrebbe renderli particolarmente attraenti per gli agricoltori. Infatti un agricoltore potrebbe quindi aderire a un regime ecologico su una “base di prova” per un anno o più e poi decidere se continuare a partecipare, a vantaggio (o svantaggio) del raggiungimento degli obiettivi ambientali e della ambizione complessiva della strategia ipotizzata.

Ci auguriamo che i nuovi regimi ecologici siano ben architettati per non complicare la vita degli agricoltori beneficiari.

Digitalizzazione

Dalla lettura dei documenti preparatori alla nuova Pac si evince un fatto che va tenuto ben presente: l’agricoltore dovrà rafforzare il suo impegno per la tutela e sostenibilità ambientale, ma dovrà dimostrarlo concretamente e per far questo sarà per lui indispensabile adottare la digitalizzazione della gestione agricola, che è l’unica via per evitare sprechi, razionalizzare l’uso dei mezzi tecnici, salvaguardare terra, acqua e aria e per poterlo dimostrare con una tracciabilità completa di tutto quello che è stato fatto in campo per 12 mesi all’anno.


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