Notizie su Attualità - Agrinotizie

CRPVCRPV23 Marzo, 2020
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La soia è una coltura che si trova nelle regioni del Nord Italia, per motivi soprattutto di vocazionalità pedoclimatica e in particolare, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna (dov’è presente l’11,6% della soia nazionale), è situata nel ferrarese (il 73,7% della produzione regionale, Istat 2019). Ecco quindi che aziende che da anni fanno soia tendono a riseminarla, variandone gli investimenti in relazione agli andamenti del mercato.

Da quando si è imposto il meccanismo del greening, parte del premio Pac è subordinato agli obblighi della diversificazione colturale. Ne è conseguita una crescita degli investimenti a soia che hanno stimolato l’ampliamento della gamma di varietà in commercio; in un mercato in espansione, per evitare i rischi connessi all’impiego di materiali sconosciuti e poco adatti agli specifici territori, le prove di confronto varietale rivestono un ruolo cruciale. Per accompagnare queste tendenze e incoraggiare gli agricoltori più propensi a introdurre delle innovazioni è necessaria la presenza di campi dimostrativi, che consentono un efficace trasferimento delle conoscenze in quanto il produttore agricolo ha la possibilità di osservare direttamente (e di confrontare) il comportamento di una determinata varietà e di ottenere informazioni sulle principali caratteristiche della medesima grazie al commento oggettivo fornito dai tecnici coinvolti in questa attività.

Nell’ambito del progetto “Risposta” (Redditività e Sostenibilità Soia), iniziativa di Grandi Colture Italiane di Ferrara (Gci) finanziata dalla misura 16.2 del Psr Emilia-Romagna, nel 2019 è stato approntato un campo di valutazione varietale on-farm, da parte di Crpv (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) e Gci, al fine di raccogliere le principali informazioni produttive, morfo-fisiologiche e qualitative di un pool di varietà rappresentativo del materiale genetico attualmente disponibile in commercio. Tali informazioni sono infatti fondamentali per supportare i produttori agricoli verso una corretta scelta varietale al fine di massimizzare le rese produttive e la conseguente plv della coltura.

Il personale tecnico della o.p. Gci, di comune accordo con quello delle cooperative socie e in particolare con Capa Cologna, con cui ha anche collaborato per la gestione della prova, ha effettuato un attento esame del panorama varietale, sia affermato che emergente, per procedere all’individuazione delle cultivar da mettere in osservazione. In particolare sono state individuate 42 varietà, dal gruppo di maturazione più precoce (000) fino a quello più tardivo (1+). In conseguenza delle abbondanti precipitazioni occorse nel maggio 2019, la semina del campo è stata effettuata tra il 4 e il 5 giugno presso un’azienda agricola dell’OP, ad Alberone di Ro (Ferrara). La tecnica colturale adottata è riportata nella seguente tabella.

Lo schema sperimentale ha previsto dei parcelloni non ripetuti della superficie di circa 1.000 m2; Crpv, con il supporto di Grandi Colture Italiane, ha provveduto al rilievo dei principali parametri morfo-fisiologici, produttivi e qualitativi.

Risultati

Come si può osservare nel grafico 1, la primavera 2019 è risultata particolarmente piovosa: ad aprile sono caduti 75 mm e a maggio ben 159 mm con conseguenti ritardi nella semina della soia, che, in gran parte dell’areale ferrarese, è stato possibile effettuare soltanto tra l’ultima decade di maggio e la prima di giugno. Il maggio 2019 è infatti considerato (Arpae-SIM) di gran lunga il mese più piovoso e tra i più freddi dal 1961.

In compenso, la coltura ha poi potuto usufruire di un giugno asciutto per potersi affrancare avendo a disposizione una buona disponibilità di acqua di risalita dal terreno. Il periodo successivo alle fioriture ha visto un luglio caratterizzato da precipitazioni molto superiori alla norma, circa il doppio rispetto alle attese 2001-2015 e da una intensa, ma breve ondata di caldo con massime a 37-38 °C.

Nonostante un agosto con circa un terzo di pioggia in meno e temperature lievemente superiori alla norma, non sono stati necessari degli apporti irrigui. Settembre ha avuto un andamento più simile alle attese climatiche con piogge nel complesso prossime alla norma (73 mm a Copparo, già dall’inizio del mese), solo lievemente inferiori e temperature in generale solo lievemente superiori alle attese.

Nella tabella 2 (scarica il pdf ») sono riportati i risultati morfo-fisiologici, produttivi e qualitativi delle 42 varietà in prova. Le varietà sono riportate in ordine di produzione decrescente. Accanto alla produzione è riportato l’indice produttivo (IP), calcolato ponendo uguale a 100 la produzione media del campo.

La resa produttiva media si è attestata su 3,92 t/ha, valore buono per l’areale se si considera che il campo non è stato irrigato e che l’epoca di semina, come già riportato, è stata ritardata. Focalizzando l’attenzione sulle varietà che superano del 10% la produzione media del campo, Hiroko è risultata la più produttiva; da segnalare in questo gruppo (IP>110) anche Sigaglia, Guru, SY Victorius, P18A02, GMAX 604, P21T45, Stumpa, GMAX 609, Avatar e Symbala.

Le varietà più precoci, in linea peraltro con la relativa classe di maturazione, sono state Protina (10 agosto), che è risultata la meno produttiva, Siroka (12 agosto) e Stumpa (20 agosto) che, al contrario, è l’unica precocissima a far parte delle varietà con IP>110, rendendola così particolarmente interessante. Le altre varietà sono maturate tutte tra l’1 e il 25 settembre. Altro aspetto da evidenziare che, al contrario di quanto ci si possa attendere, ovverossia una maggiore produttività delle medie e tardive (generalmente le precoci sono indicate per le seconde semine), la correlazione tra la data di maturazione e la resa produttiva è stata, almeno in questa prova, estremamente blanda. Nel gruppo delle varietà maggiormente produttive si trovano, infatti, anche altre varietà precoci, oltre a Stumpa, giunte a maturazione entro la prima settimana di settembre, come Sigaglia, GMAX 604 e GMAX 609.

Il contenuto percentuale medio in proteina è stato pari al 39,9% con il valore più alto fatto segnare da Protina (49,8%) per arrivare al minimo di SY Victorius (35,9%), quindi con una differenza percentuale molto elevata, di quasi il 39%. Anche il peso medio dei semi è molto variabile, dipendendo molto dalle caratteristiche varietali, andando dai 130 g di Duchessa ai 240 g di Stocata, con una media di 184,7 g.

Per quanto riguarda i parametri agronomici, in tabella non si è riportata la densità di investimento, che si è rivelata ottimale per tutte le varietà senza scostamenti significativi, né l’allettamento a maturazione, in quanto il fenomeno non si è manifestato nel campo di prova.
Pure l’altezza delle piante risulta essere molto variabile, andando dai 50 cm di Protina ai 98 cm di Avatar, con un valore medio di 82,1 cm. Anche in questo caso non si segnala una correlazione tra lo sviluppo delle piante e la loro produttività.

Conclusioni

La prova ha senz’altro fornito utili indicazioni nella scelta varietale della soia da seminare nell’areale ferrarese. Tra le varietà precoci si sono particolarmente distinte per produttività, superiore del 10% rispetto alla media di campo, Sigaglia, GMAX 604, Stumpa e GMAX 609; tra le varietà medio-tardive sono da segnalare, per lo stesso motivo, Hiroko, Guru, SY Victorius, P18A02, P21T45, Avatar e Symbala.

AgrinotizieAgrinotizie18 Marzo, 2020
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È stato varato questa notte il decreto “Cura Italia“, che contiene una serie di misure economiche straordinarie per compensare i danni economici provocati dall’emergenza sanitaria del coronavirus. Tra i comparti oggetto del decreto c’è anche quello agroalimentare, protagonista delle seguenti misure:

  • fondo da 100 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole;
  • stanziamento di 100 milioni di euro per favorire l’accesso al credito;
  • aumento dal 50% al 70% degli anticipi dei contributi Pac per un valore complessivo di oltre un miliardo di euro;
  • cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori agricoli e tutele per i lavoratori stagionali senza continuità di rapporti di lavoro;
  • indennità per i lavoratori agricoli a tempo determinato;
  • aumento del fondo indigenti di 50 milioni di euro per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari, che si aggiungono ai 6 milioni già destinati nei giorni scorsi all’acquisto di latte crudo, in accordo con il tavolo spreco alimentare;
  • sospensione delle rate fino al 30 settembre per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie;
  • rafforzamento del fondo per la promozione dell’agroalimentare italiano all’estero.
AgrinotizieAgrinotizie27 Febbraio, 2020
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«È un grande momento in Regione Lazio, perché la politica ha fatto ciò che davvero conta: ha tagliato la burocrazia, agevolato le procedure e innovato l’intero iter autorizzativo di un’azienda per tutti gli imprenditori agricoli. Una vera e propria evoluzione grazie all’istituzione dell’ufficio unico per le autorizzazioni che renderà il comparto agricolo molto più competitivo». Lo dichiara il presidente della commissione agricoltura e ambiente della Regione Lazio Valerio Novelli (nella foto), a margine dell’approvazione della misura inserita nel collegato al bilancio del consiglio regionale.

«Finalmente un ufficio semplificazione e innovazione – continua Novelli – che permetterà a ogni imprenditore agricolo di poter portare avanti le proprie esigenze di impresa senza intralci burocratici e sfruttando appieno le potenzialità dell’innovazione anche tecnologica grazie al supporto di un big data. Un risultato che parte dall’ascolto dei territori e dal confronto sano tra istituzioni».

«È una norma, questa, che ha anche il merito dei territori e delle associazioni di categoria – conclude Novelli – che abbiamo ascoltato e con le quali abbiamo costruito un percorso funzionale e utile per tutti i cittadini. Perché quando agevoli e semplifichi, sempre con il rispetto delle norme vigenti, la costituzione di un’impresa e le procedure ad essa connessa, contribuisci allo sviluppo di tutto il territorio».

AgrinotizieAgrinotizie31 Gennaio, 2020
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La nuova Pac entrerà in vigore nel 2022 e terminerà nel 2027. I prossimi due anni sono dunque di transizione per il settore agricolo, che però deve prepararsi sin da subito per capire come varierà il valore dei titoli Pac 2022-2027. Al momento, le possibilità in campo sono due:

  1. Mantenimento dei titoli con un tetto di 1000 euro e convergenza.
  2. Abolizione dei titoli con pagamento uniforme per tutti di 320 euro.

L’Italia, come tutti gli altri paesi europei, dovrà decidere tra queste due strade, da cui dipendono situazioni molto diverse per gli agricoltori. Per fare un esempio, riprendiamo l’efficace simulazione condotta da Stefano Ciliberti sull’Informatore Agrario:

  • Azienda A con titoli alti pari a 900 euro/ha (es. olivicoltura del sud, zootecnica da carne al nord, tabacco al centro).
  • Azienda B con titoli medi pari a 300 euro/ha (es. cerealicoltori).
  • Azienda C con titoli bassi pari a 140 euro/ha (es. frutticoltura e viticoltura).

Azienda A (titoli alti)

L’Azienda A ha incassato 1380 euro/ha di aiuti nel 2019 tra pagamento di base e greening. A partire dal 2020, nel caso del mantenimento dei titoli, comincia a subire una decurtazione progressiva sino ad arrivare nel 2027 al tetto dei 1000 euro previsti. Ma nel caso l’Italia applicasse lo scenario 2), cioè il pagamento uniforme per tutti, questa azienda a partire dal 2022 subirebbe una riduzione del 75% del valore degli aiuti, ricevendo infatti sino al 2027 solo 320 euro/ha.

Azienda B (titoli medi)

L’Azienda B nel 2019 ha incassato 460 euro/ha tra pagamento di base e greening. Anche in questo caso, a partire dal 2020 l’azienda subirà un progressivo calo del valore dei titoli, sino ad arrivare nel 2027 a 320 euro/ha. Ma nel caso in cui l’Italia dovesse scegliere il pagamento unico già a partire dal 2022, si troverebbe a passare subito da 460 euro/ha a 320 euro/ha sino al 2027.

Azienda C (titoli bassi)

Si tratta dell’unico caso in cui per entrambi gli scenari l’azienda guadagna qualcosa. Infatti, nel caso del mantenimento dei titoli, dal 2022 al 2027 vedrebbe aumentare progressivamente il valore dei titoli sino a 320 euro/ha, mentre nel secondo caso già a partire dal 2022 vedrebbe raddoppiare il valore dei titoli a 320 euro/ha che ci manterrebbero sino al 2027. Inoltre con la nuova Pac gli aiuti per i giovani agricoltori e gli aiuti accoppiati diventano opzionali, cioè a discrezione dello Stato membro, sarà abolito il greening ma verrà sostituito da un “regime per clima e ambiente” obbligatorio.

Prepararsi subito ai nuovi titoli Pac 2022-2027

Alla luce di questi tre diversi scenari, appare chiaro che le aziende agricole devono prepararsi a un consistente taglio degli aiuti Pac. Uniche eccezioni saranno coloro che seguiranno le tecniche agricole eco-sostenibili e quelle di precisione, che si confermano dunque le strade da seguire per sopravvivere al futuro.

AgrinotizieAgrinotizie7 Gennaio, 2020
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Il riscaldamento globale ha provocato perdite tra il 20% e il 60% dei prodotti agricoli. A stimarlo è l’Istituto italiano alimenti surgelati (Iias), che ha diffuso i dati relativi al raccolto del periodo invernale, utili alla produzione di alimenti surgelati vegetali. Le coltivazioni più colpite sono cavolfiori, broccoli, sedano, finocchi e fogliame.

In particolare, l’Iias spiega che la problematica sta portando «a un ritardo nelle semine per i raccolti tardo invernali/inizio primaverili, con ripercussioni difficili da quantificare, ma tali da compromettere anche la campagna 2020 di uno dei prodotti iconici del mondo degli alimenti surgelati, i piselli».

Commenta il presidente dell’Iias, Vittorio Gagliardi: «Estati siccitose, fenomeni intensi come trombe d’aria e grandinate, e inverni miti stanno mettendo in crisi l’agricoltura italiana. Proprio la pioggia intensa di novembre, oltre a compromettere il calendario delle semine e i normali lavori stagionali, ha fortemente rallentato le operazioni di raccolta, danneggiando i raccolti e provocando gravi danni a tutto il sistema produttivo, con importantissime perdite di alcune coltivazioni. Una situazione che metterà in difficoltà le aziende del settore e le richieste dei consumatori».


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Agrinotizie.com è un portale di informazione gratuita dedicato al settore dell’agricoltura, nato nel 2010 come servizio per le imprese agricole e gli operatori del settore.


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