Attualità

AgrinotizieAgrinotizieLuglio 30, 2019
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Una vespa samurai per combattere la cimice asiatica che sta flagellando in tutta Italia migliaia di ettari coltivati. È la soluzione a cui il Senato ha dato il via libera nei giorni scorsi, dopo una serie di test positivi attuati in Emilia-Romagna.

La vespa samurai (nella foto) è un nemico naturale della cimice asiatica, l’insetto che sta distruggendo soprattutto peri, meli, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai, con danni che possono arrivare fino al 70% delle produzioni.

La cimice asiatica in questi giorni sta proliferando in campagna grazie al caldo, ma sembra avere i giorni contati: dopo l’annuncio, lo scorso ottobre, del ministro all’agricoltura Gian Marco Centinaio, finalmente è stato approvato in parlamento un regolamento per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano su richiesta delle Regioni, delle province autonome o degli enti di gestione delle aree protette nazionali. Ora occorre dare rapida attuazione al provvedimento, in modo da consentire l’immissione in campo della vespa samurai già durante la campagna agricola in corso.

Cos’è la cimice asiatica

Originaria dell’Asia Orientale, la cimice asiatica è stata rilevata per la prima volta in Europa nel 2004. In Italia i primi avvistamenti risalgono al 2012, quando i primi esemplari furono individuati in provincia di Modena, dove pare che le cimici siano arrivate tramite gli scambi commerciali fra Italia e Cina. Dall’Emilia-Romagna l’insetto si è poi diffuso in gran parte del nord e del centro Italia.

Il problema è che i trattamenti con agrofarmaci non sembrano essere efficaci, e per questo già a partire dal 2017 sono stati fatti i primi test sperimentali con gli insetti antagonisti, come appunto la vespa samurai. Tuttavia non mancano le incognite: la vespa samurai non è pericolosa per l’uomo in quanto è priva di pungiglione, ma essendo una specie alloctona, non si sa quali conseguenze possa avere sull’ecosistema italiano ed europeo.

AgrinotizieAgrinotizieLuglio 16, 2019
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«Un piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema agricolo e agroalimentare del nostro paese, con un particolare impulso all’innovazione tecnologica». È quanto ha chiesto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel corso della giornata di ascolto e confronto con le parti sociali che è svolta ieri al Viminale.

«Occorre uscire dall’emergenza – ha detto Giansanti – e programmare l’utilizzo delle risorse con lungimiranza, a partire da quelle europee, per favorire la competitività del settore agricolo e rispondere alle nuove sfide dell’economia globale. Dobbiamo progettare e sostenere una forte iniezione di innovazione anche nel nostro settore».

Il presidente di Confagricoltura ha denunciato strumenti, più o meno palesi, «di dumping a livello europeo, che minano profondamente la competitività delle aziende agricole del nostro Paese». In prima fila fra le condizioni di svantaggio, secondo l’organizzazione agricola, è il sistema fiscale ma anche il costo del lavoro e la previdenza. «Il costo degli oneri sociali in Italia – dice Confagricoltura – è tra i più elevati dell’Unione europea. E l’agricoltura non fa eccezione: le aliquote previdenziali del settore sono superiori a quelle di tutti i Paesi, tranne Francia e Belgio. E il divario si accentua ulteriormente in caso di lavoro stagionale, per il quale Paesi come Germania, Spagna, Francia, Belgio, Olanda applicano aliquote ridotte».

Secondo Confagricoltura, poi, la competitività nostro sistema agroalimentare è fortemente minacciata anche dal gap infrastrutturale e dal digital divide. Infine, «è necessario snellire le procedure burocratiche, che comportano perdite per le imprese agricole, sia in termini di costi, sia in termini di mancati guadagni, rappresentando anche il più grave ostacolo agli investimenti».

AgrinotizieAgrinotizieLuglio 3, 2019
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Il Ministero delle infrastrutture, di concerto con quello dell’agricoltura, ha prorogato i termini per la revisione obbligatoria dei trattori agricoli. È quanto emerge dal nuovo calendario sulla revisione periodica delle macchine agricole, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 21 giugno.

Queste le nuove scadenze:

  • per le macchine agricole e operatrici immatricolate entro il 31 dicembre 1983, la revisione è fissata entro il 30 giugno 2021;
  • per le macchine agricole e operatrici immatricolate dal 1° gennaio 1983 al 31 dicembre 1995, la scadenza è entro il 30 giugno 2022;
  • per le macchine agricole e operatrici immatricolate dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2018, la revisione va fatta entro il 30 giugno 2023;
  • per le immatricolazioni dopo il 1° gennaio 2019 la revisione deve avvenire al quinto anno entro la fine del mese di prima immatricolazione.

La revisione obbligatoria dei trattori e delle macchine agricole è scattata nel 2016, ma per essere attuata era necessario varare una ulteriore disciplina tecnica per la quale sono trascorsi i termini prefissati, in quanto i tecnici dei ministeri hanno evidenziato una serie di difficoltà. Di conseguenza, al fine di evitare sanzioni per il mancato rispetto dei termini, il governo ha deciso di prorogare la scadenza per la revisione obbligatoria.

AgrinotizieAgrinotizieGiugno 18, 2019
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Con un balzo del 5,6% nelle ore lavorate, è l’agricoltura a trainare la crescita dell’occupazione, facendo registrare un tasso di incremento più del doppio dell’industria (+2,6%) e oltre sei volte i servizi (+0,9%). È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre 2019. Secondo la Coldiretti, «si tratta della conferma della dinamicità del settore che è stato capace anche di attrarre moltissimi giovani sia per fare una esperienza di lavoro come dipendenti, sia per esprimere creatività imprenditoriale».

«L’Italia – continua la Coldiretti – è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. Ma sul settore pesa ora l’incognita degli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia in una primavera anomala con pesanti danni alle coltivazioni, dagli ortaggi alla frutta fino ai cereali e al fieno per l’alimentazione degli animali».

«A preoccupare – conclude la Coldiretti – sono anche le distorsioni di filiera e le importazioni selvagge che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale perché non rispettano gli stessi standard sociali, ambientali e di sicurezza alimentare».

AgrinotizieAgrinotizieGiugno 4, 2019
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L’Italia rischia di perdere per sempre 1,5 miliardi di euro destinati all’agricoltura, se non li spenderà entro il prossimo dicembre. A lanciare l’allarme è l’ultimo rapporto della Rete Rurale Nazionale, che ancora una volta denuncia le lentezze della nostra macchina burocratica in merito ai fondi PSR.

Dall’inizio della programmazione di spesa dei Piani di sviluppo rurale regionali 2014-2020, le Regioni italiane hanno speso tra fondi comunitari e cofinanziamento nazionale solo il 30% dei fondi disponibili. A fare meglio sono Trentino Alto Adige, Veneto, Sardegna, Calabria e Molise, mentre le peggiori (cioè quelle che hanno speso meno di un quarto dei fondi disponibili) sono Sicilia, Campania, Lazio, Basilicata, Liguria, Abruzzo, Puglia e Marche. Le altre restano nella media del 30% – che è comunque troppo poco, poiché c’è ancora una montagna di euro da spendere che potrebbe fare comodo a tanti agricoltori.

Il report di Rete Rurale evidenzia anche le misure PSR più gettonate e quelle che invece non hanno avuto domande di finanziamento. Tra queste ultime ci sono proprio quelle che avevano il compito di dare un nuovo impulso al nostro sistema agricolo, ovvero le misure destinate all’aggregazione, alla formazione e all’innovazione.

AgrinotizieAgrinotizieMaggio 27, 2019
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Il ministero delle politiche agricole, con il decreto n. 5321 firmato nei giorni scorsi dal ministro Centinaio, ha prorogato la scadenza per la presentazione della domanda unica Pac 2019 e delle domande dei pagamenti a superficie dei PSR.

La scadenza originaria era prevista per lo scorso 15 maggio. Ora invece c’è tempo fino al 17 giugno 2019 (senza alcuna penalità) oppure fino al 12 luglio 2019 (ma con le decurtazioni previste dal regolamento comunitario). Le domande Pac trasmesse dopo la data del 12 luglio 2019 sono invece irricevibili.

La proroga sopraindicata riguarda solo la presentazione della domanda unica Pac, perché la detenzione delle superfici ammissibili per l’aiuto da parte dell’agricoltore rimane fissata alla data del 15 maggio 2019.

Le comunicazioni ai sensi dell’art. 8 del Reg. (UE) n. 809/2014 sulla cessione di aziende devono essere presentate entro e non oltre il 10 giugno 2020.

Infine, gli atti di trasferimenti dei titoli possono essere sottoscritti e registrati fino alla data ultima di presentazione della domanda unica 2019, anche tardiva a norma dell’art. 13 del Reg. (UE) n. 640/2014, tenendo presente che, in ogni caso, la presentazione della domanda di trasferimento deve essere effettuata entro il termine improrogabile del 12 luglio 2019. Quindi gli atti di trasferimento dei titoli possono essere sottoscritti e registrati fino al 12 luglio 2019.

AgrinotizieAgrinotizieMaggio 21, 2019
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Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto n. 27 del 29 marzo 2019,  recante “disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli”. Il testo, già approvato nei giorni scorsi alla Camera, è composto da 12 articoli che contengono le seguenti misure di sostegno:

  • Misure di sostegno al settore lattiero-caseario del comparto del latte ovino;
  • Disposizioni urgenti per il settore lattiero-caseario del comparto del latte ovino e caprino;
  • Monitoraggio della produzione di latte vaccino, ovino e caprino e dell’acquisto di latte e prodotti lattiero-caseari a base di latte importati da Paesi dell’Unione europea e da Paesi terzi;
  • Movimentazione degli animali delle specie sensibili al virus della «lingua blu» nel territorio nazionale;
  • Gelate nella regione Puglia nei mesi di febbraio e marzo 2018;
  • Contributo per la ripresa produttiva dei frantoi oleari ubicati nella regione Puglia;
  • Misure a sostegno delle imprese del settore olivicolo-oleario;
  • Misure di contrasto degli organismi nocivi da quarantena in applicazione di provvedimenti di emergenza fitosanitaria;
  • Misure per il contenimento della diffusione del batterio Xylella fastidiosa;
  • Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia;
  • Misure a sostegno delle imprese del settore agrumicolo;
  • Rifinanziamento Fondo di solidarietà nazionale;
  • Interventi previdenziali e assistenziali in favore dei lavoratori agricoli e dei piccoli coloni;
  • Sistema di anticipazione delle somme dovute agli agricoltori nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune;
  • Disciplina dei rapporti commerciali nell’ambito delle filiere agroalimentari
  • Interventi di sostegno alle imprese del settore saccarifero
  • Campagne promozionali o di comunicazione istituzionali
  • Misure per il sostegno del settore suinicolo
  • Contrasto alla pesca illegale e riordino del sistema sanzionatorio
  • Misure urgenti per l’emergenza nello stabilimento Stoppani sito nel Comune di Cogoleto

Il ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio ha commentato così l’approvazione della legge: «La conversione in legge del decreto “Emergenze agricoltura” è una vittoria per tutto il comparto agroalimentare italiano. Con misure concrete adesso lavoriamo per ripartire e lasciarci alle spalle le problematiche che hanno coinvolto il settore nell’ultimo anno. L’agricoltura italiana può e deve diventare protagonista del rilancio dell’economia del nostro Paese, anche a livello internazionale»


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