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Meloni pugliesi, il mercato non delude

Buone le quotazioni del prodotto a pieno campo, soprattutto in una situazione instabile come quella attuale.

agricoltura

La campagna di commercializzazione dei meloni pugliesi sta procedendo in modo stabile e soddisfacente. La raccolta del prodotto a pieno campo è iniziata a metà giugno, e le quotazioni hanno retto nonostante la notevole gradualità e i volumi limitati, dovuti soprattutto all'anomalo clima primaverile. Ma le condizioni metereologiche attuali hanno generato una crescita della domanda, e così il mercato si sta mantenendo stabile, anche perchè la qualità dei meloni quest'anno è buona per sapore e pezzatura: le polpe stanno risultando succose e compatte.

La campagna dei meloni pugliesi è iniziata a fine marzo, con la raccolta del Galia del Salento di serra, che è stato quotato a 1,5-2 euro/kg: una fascia di prezzo soddisfacente, ma purtroppo crollata in pochi giorni a causa dell'entrata nel mercato dei meloni spagnoli, francesi e norditaliani. A fine giugno, però, l'aumento dell'offerta italiana ha fatto riprendere i prezzi: i primi Galia pugliesi a pieno campo si sono piazzati tra i 50 e i 70 centesimi al chilo franco arrivo sui principali mercati nazionali, mentre il retato è tra i 60 e gli 80 centesimi al chilo franco arrivo. Ottima anche la situazione del Giallo, risultato succoso e saporito nonostante alcune difficoltà produttive, e situatosi nella fascia 0,9-1 euro/kg franco arrivo per il calibro 1,3-3 kg, che è quello principale.

Per quanto riguarda i meloni delle altre regioni, attualmente sul mercato italiano stanno regnando quelli lombardi, veneti, campani e siciliani di tipo retato o liscio, con svariati prezzi di vendita che vanno da 0,25 a 1,20 euro/kg. Una situazione di cui non ci si può lamentare, soprattutto con ancora addosso i lividi del panico da Escherichia coli. L'importante è che tutto rimanga stabile.

Alex Giuzio, 18/07/2011