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Nuove misure UE contro macchia nera agrumi

A decorrere dal 5 giugno i frutti di importazione subiranno maggiori restrizioni.

agricoltura

Agricoltura in allarme, specialmente il settore degli agrumi, per l’organismo nocivo Phyllosticta citricarpa, detto anche black-spot o macchia nera degli agrumi. Dall’Ue stanno giungendo nuove misure di sicurezza affinchè venga impedita l’introduzione e la diffusione nell’Unione di questo organismo nocivo che, altrimenti, potrebbe creare seri problemi.

La decisione 2016/715, appena pubblicata in Gazzetta ufficiale, stabilisce controlli particolari per le importazioni di agrumi provenienti da Brasile, Uruguay e Sud Africa. A partire dall’adozione di tale decisione, tra maggio e ottobre dello scorso anno, gli Stati membri hanno notificato più volte intercettazioni di black-spot a seguito delle ispezioni delle importazioni di frutta originaria dell’Argentina. La Commissione ha valutato che la certificazione fitosanitaria in Argentina non offriva sufficienti garanzie per evitare l’introduzione dell’organismo nell’Ue. Pertanto, come già previsto per le importazioni provenienti da Brasile, Uruguay e Sud Africa, anche gli agrumi originari dell’Argentina potranno essere introdotti nell’Unione solo sottostando a determinate prescrizioni: dovranno essere accompagnati da un certificato fitosanitario che dovrà includere alla rubrica Dichiarazione supplementare, le seguenti dichiarazioni che attestino:

  • che la frutta è originaria di un’area di produzione sottoposta a opportuni trattamenti contro Phyllosticta citricarpa;
  • che è stata effettuata un’adeguata ispezione ufficiale nell’area di produzione durante il periodo di crescita, e che nessun sintomo del patogeno è stato individuato nella frutta dall’inizio dell’ultimo ciclo vegetativo;
  • che è stato prelevato un campione, fra il momento dell’arrivo e quello dell’imballaggio nell’impianto di imballaggio e che tuta la frutta oggetto di campionamento che mostravano sintomi è stata sottoposta a test ed è risultata indenne da tale parassita.

Oltre agli agrumi originari del Sud Africa e dell’Uruguay, anche quelli importati dall’Argentina dovranno essere ispezionati visivamente al punto di ingresso o sul luogo di destinazione. Inoltre, vengono mantenute (e allargate alle importazioni dall’Argentina) le prescrizioni particolari relative all’introduzione e circolazione nell’Unione di agrumi destinati esclusivamente alla trasformazione industriale in succo. La nuova decisione si applica a decorrere dal 5 giugno 2017.

fonte: Coldiretti

Agrinotizie.com, 28/05/2017