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Prezzi soia ancora deboli: le motivazioni

Le quotazioni sono bloccate a 8,5-9,3 dollari a causa della valuta americana ancora troppo forte.

agricoltura

di Sergio Pitzalis

Continua la debolezza del prezzo dei semi di soia negli Stati Uniti, ancora bloccato dentro il range che va dagli 8,50 a 9,30 dollari per bushel sul mercato a termine. In questo periodo, l’andamento dei semi di soia è, tra tutti i prodotti agricoli, quello che mostra un andamento più anomalo.

Entriamo nel merito della questione: al primo punto troviamo un dollaro americano ancora troppo forte rispetto alle altre monete principali. Solo dopo una svalutazione della moneta americana da parte della Fed e della Bce potremo assistere a un'inversione di tendenza su tutti i prezzi delle materie prime. Un dollaro forte penalizza le materie prime scambiate sulle borse merci americane e tale contesto sta condizionando i prezzi da oltre un anno. I guadagni messi a segno dalle materie prime agricole, grazie alle esportazioni e alle vendite interne, sono così soffocati dal dollaro forte. La scorsa settimana, infatti, il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti ha dichiarato come le esportazioni dagli Stati Uniti siano in forte crescita, avendo raggiunto i 2,03 milioni di tonnellate di soia, contro gli 1,20-1,80 milioni di tonnellate attesi dagli analisti. Un dato “bullish” per i mercati a termine che in altre circostanze avrebbe comportato uno scatto immediato dei prezzi verso l’alto. Ma al contrario, la chiusura di venerdì ha visto una chiusura a 8 dollari e 96 cent per bushel.

Tra l’altro, continuano a circolari voci su possibili accordi tra Stati Uniti e Cina per la consegna di circa 9 milioni di tonnellate di soia - una quantità enorme - e in tal caso i premi dei prodotti americani non potrebbero rimanere quelli attuali. Già nella prossima relazione Wasde, prevista per il 10 novembre, alcuni analisti si attendono un ritocco al rialzo sulle esportazioni Usa della soia per la stagione in corso.

Negli Stati Uniti intanto, vista la forte richiesta, gli agricoltori sono pronti a incrementare i terreni destinati ai semi di soia a condizione che il prezzo abbia avuto una ripresa convincente prima della semina.

Altro elemento caratterizzante l’andamento della soia è quello legato alle condizioni climatiche in America, Brasile e Argentina. I paesi del Sud America, essendo tra i principali concorrenti degli Usa, sono osservati speciali anche in termini di andamento climatico. Nella regione del Mato Grosso, ad esempio, rimane uno stato di relativa siccità che sta rallentando il processo di maturazione della loro soia. Fino alla scorsa settimana, la crescita delle piante di soia aveva raggiunto il 19,6%, in aumento di 5,3 punti settimanali, ma dietro al 20,1% di un anno prima. La questione meteo per la soia non è per niente secondaria: una penalizzazione dei prossimi raccolti nel Sud America aprirebbe scenari non immaginabili attualmente per il mercato americano.

Per quanto sopra, due sono i punti da tenere in considerazione per seguire l’andamento della soia: osservare i movimenti dei tassi d’interesse con le eventuali svalutazioni del dollaro Usa e verificare le condizioni meteo negli Usa e soprattutto in Brasile e Argentina. Teniamo presente che per una ripresa delle quotazioni della soia Usa sarà sufficiente che si verifichi una sola delle due questioni appena illustrate, ed è facile immaginare cosa accadrà se entrambe le condizioni tornassero favorevoli agli agricoltori americani! Lo scontro è solo all’inizio e la partita entrerà nel vivo solo nei primi mesi del prossimo anno, nel momento in cui anche i cereali potranno dire la loro.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

Agrinotizie.com, 26/10/2015