Mercato cereali, arrivano i mesi decisivi

Da qui a giugno l\'Italia e l\'Europa si giocheranno i prezzi dell\'intera stagione.

di Sergio Pitzalis

Stiamo entrando nel vivo della stagione agricola: sono sempre più le domande e i dubbi che i nostri operatori si pongono, e sono sempre di più le risposte da ricercare nell’andamento dei mercati esteri. Ci fa piacere essere contattati da un numero crescente di commerciali agricoli, ma soprattutto da aziende agricole e singoli agricoltori.

Anche in Italia sta crescendo la consapevolezza di quanto sia fondamentale essere informati, non solo sul mercato interno ma anche sulle piazze estere. Se a un’informazione puntuale e approfondita aggiungiamo un sistema previsionale dei prezzi attendibile, allora il quadro è completo.

Chi combatte giornalmente la difficile guerra legata alla redditività del mondo agricolo, ha da oggi un’arma in più a suo favore. Dall’inizio dell’anno a ora abbiamo monitorato separatamente l’andamento del grano tenero e duro, del mais, della soia, dell’avena e dell’orzo. Il confronto è stato fatto comparando il prodotto nazionale con quello scambiato sul mercato americano e francese. I primi risultati sono stati molto incoraggianti; devono essere confermati da un periodo storico maggiore ma le prime indicazioni sono comunque utili. Tutto ciò si traduce per gli operatori agricoli italiani in informazioni di tipo commerciale e tecniche, basilari per le loro scelte commerciali e agricole.

Come dicevamo sopra, stiamo entrando nel vivo della stagione dei cereali: nei prossimi tre mesi ci giochiamo gran parte del raccolto di questa stagione in termini di prezzo, e con noi molti paesi europei e gli stessi Stati Uniti. I prezzi a termine di cereali e soia al Chicago Cbot sono sui minimi dell’anno, e questo a causa di un dollaro US ancora molto forte e da risultati sui raccolti esteri sempre ottimi. Siamo certi che a livello mondiale quest’anno il grano non mancherà in nessuna parte del mondo. I paesi costretti ad acquistare materie prime agricole hanno l’opportunità di scegliere tra più offerenti e a prezzi ridotti e di buona qualità.

Chi sta dominando in campo internazionale è l’Europa: sono soprattutto la Francia e l’Inghilterra le prime per quantità di cereali esportati. In queste ultime settimane le esportazioni dell’UE sono state dieci volte maggiori rispetto a quelle degli Stati Uniti. Un record assoluto!

Ma torniamo al nostro mercato facendo un esempio di quanto scoperto finora. Prendiamo l’andamento dei primi mesi dell’anno dell’orzo italiano. Confrontando il suo andamento con i prodotti scambiati a livello internazionale, si nota come la tendenza sia stata del tutto simile al contratto future Barley scambiato al mercato di New York. L’ultimo prezzo medio alla produzione del nostro orzo ripreso dal sito ufficiale Ismea indica 183 euro alla tonnellata, vicino al prezzo d’inizio anno partito da 182 euro per tonnellata. Il future Barley a inizio anno quotava 221 dollari per bushel contro i 222 di oggi. La cosa più importante è quella legata all’andamento in questi mesi, de tutto simile tra i due prodotti.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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