Cereali, prezzi in calo per il petrolio

Il prolungato abbassamento delle quotazioni dell\'oro nero sta cominciando a incidere sui prezzi dei cereali

di Sergio Pitzalis

Settimana, quella appena trascorsa, ridotta dalle festività in America, ma ugualmente ricca di eventi interessanti sul mercato cereali. L’uscita del report da parte della Igc (International Grain Council), il calo delle materie prime energetiche come il petrolio WTI e l’andamento non certo brillante del raccolto di frumento australiano lasciano il segno anche sui mercati agricoli. Certamente, però, le preoccupazioni maggiori rimangono legate alla delicata situazione che si sta vivendo in Russia. Cerchiamo di mettere ordine tra tutte queste vicende.

Mercato internazionale

Frumento

Venerdì sera, con un mercato a seduta ridotta per il ponte della festa del ringraziamento, i prezzi del frumento salgono in modo consistente, così come calano quelli della soia e rimangono stabili i prezzi del mais.

Le forti oscillazioni hanno natura diversa. Su tutti i prodotti agricoli pesa il prolungato calo del petrolio. Ormai il suo prezzo ha raggiunto i livelli minimi del 2010 e non ci sono segnali nel breve tali da far pensare a un’imminente ripresa delle quotazioni. Di norma, l’andamento dei prodotti energetici non interferisce in modo diretto sui prezzi agricoli, ma quando la pressione diventa così forte ecco che inevitabilmente anche le borse merci si devono adeguare.

Nei casi estremi come questi, gli analisti normalmente si dividono in due gruppi. C’è chi ritiene che un calo così forte del petrolio e quindi dei carburanti da autotrazione renda meno costoso trasportare grano, producendo un ribasso dei prezzi. Al contrario, ci sono teorie secondo cui la notizia può avere effetti rialzisti sui mercati a termine agricoli, poiché un calo del petrolio aumenta la domanda di carburanti da autotrazione alternativi, come i biocarburanti ricavati dal mais, grano e soia.

Per il grano pesano anche le notizie provenienti dal raccolto australiano, dove si riscontra un taglio delle sue previsioni iniziali specie in Australia Occidentale. Su un totale di 12,8 milioni di tonnellate il calo è di circa 3 milioni. Il raccolto però rimane ancora superiore a quello della passata stagione. Nella regione del sud-est dell’Australia, la siccità dei mesi scorsi sta lasciando spazio a forti piogge, con rischi inevitabili per la qualità del frumento.

Infine, la Russia continua a lanciare segnali di allarme per il suo nuovo raccolto. È l’agenzia SovEcon a parlare di un potenziale raccolto fermo a 86 milioni di tonnellate, in calo di ben 18 milioni rispetto al 2013/2014. Tutte le maggiori agenzie di analisi hanno espresso da tempo una preoccupazione crescente per la situazione dei raccolti russi: con temperature abbastanza basse e un manto nevoso ancora limitato, le coltivazioni possono subire danni importanti.

Per quanto sopra, venerdì il prezzo del contratto future wheat alla borsa di Chicago è salito del 2,8% a 5 dollari e 78 cent per bushel.

Grano duro

Molto interessanti, per i nostri agricoltori, sono le notizie provenienti dal Canada. Quale primo produttore di grano duro al mondo, il suo andamento pesa sempre in modo consistente sui prezzi internazionali.

Le perplessità già espresse nelle scorse settimane stanno trovando conferma dai dati ufficiali. La produzione di grano duro è prevista in netto calo, così come la scarsa qualità di una buona parte del raccolto sembra ormai accertata. In particolare è l’agenzia canadese Agri-Food Canada (AAFC) a confermare una qualità significativamente inferiore rispetto allo scorso anno del suo grano duro, alzando il prezzo di mercato intorno ai 305-335 contro i 255-285 dollari canadesi per tonnellata della passata stagione. Anche il Ministero dell’agricoltura canadese conferma la stessa tendenza: con una qualità media del raccolto di frumento duro canadese significativamente inferiore a quello del 2013/2014, e molto meno rispetto alla media registrata negli ultimi cinque anni.

Inoltre, a seguito di una domanda globale di grano duro sempre più in crescita, iniziano a esserci problemi nel soddisfare tutte le richieste. Oltre alla pessima qualità in Canada, le previsioni parlano di una forte riduzione a livello mondiale di grano duro. Anche gli altri produttori, Italia compresa, sono visti in forte difficoltà nell’aumentare la produzione nel prossimo raccolto. Quest’anno, solo per il Canada, si parla di un calo della produzione del 27% pari a 4,76 milioni di tonnellate. La stima per la produzione globale di grano duro è così ridotta di 400.000 tonnellate e si trova al minimo degli ultimi 13 anni, pari a 33,3 milioni di tonnellate.

Le scorte globali sono state, al termine della stagione 2014/2015, al minimo degli ultimi 15 anni e pari a 4,3 milioni di tonnellate, nonché con 400.000 tonnellate in meno rispetto alle previsioni del mese scorso.

Mercato europeo

In Europa pesano più che mai gli eventi legati ai mercati russi e ucraini. Nel report della settimana analizzeremo nel dettaglio l’attuale contesto internazionale e le possibili voci di un embargo sui prodotti agricoli da parte del governo russo.

Chi ne approfitta ancora una volta sono gli agricoltori francesi, che vedono aumentare sensibilmente il prezzo a termine del loro grano. Il future sul Milling wheat di Parigi sale del 2,1% a 184,25 euro per tonnellata, il loro miglior risultato da cinque mesi a questa parte e con una chiusura sopra la media mobile dei 200 giorni per la prima volta da maggio.

In ogni caso, se la crisi internazionale può incidere sui rapporti commerciali di Russia e Ucraina, le difficoltà legate alla poca neve e al troppo gelo di questo periodo stanno caratterizzando i raccolti russi, mentre in Ucraina le condizioni meteo sembrano non influenzare troppo la crescita del nuovo raccolto.

Da gennaio prossimo, con il via definitivo del nuovo raccolto, sarà possibile entrare nel dettaglio previsionale anche sui nostri prodotti; un primo studio potrà dare indicazioni di lungo termine utili sia ai nostri operatori agricoli sia ai commerciali del settore.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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