Cereali, mercati in subbuglio per tensione

La situazione in Russia e Ucraina ha alterato le borse merci agricole. Intanto, in Francia si anticipa la raccolta del grano per paura della pioggia.

di Sergio Pitzalis

Le tensioni internazionali tra Russia e Ucraina, aggravatesi dopo l’abbattimento dell’aereo civile della Malaysia Airlines, scuotono le borse merci internazionali. Dopo un primo forte rialzo dei prezzi a termine dei cereali registrati a Chicago e Parigi, abbiamo assistito a un ritorno altrettanto veloce ai prezzi iniziali. Senza dubbio, le parole del presidente russo Putin su un possibile cessate il fuoco, nelle regioni interessate, sono sufficienti a calmare i mercati, ma appare chiaro che il minimo dell’anno dei prezzi cerealicoli sia ormai vicino.

Mercato internazionale

Di norma tutte le notizie riguardanti una crisi internazionale si riflettono principalmente sui mercati finanziari e limitatamente sui prezzi dei prodotti agricoli. In questo caso, però, la questione è diversa: l’Ucraina e la Russia sono tra i primi esportatori al mondo di cereali e soia. Così come accaduto nei mesi scorsi, ogni evento in quelle zone incide direttamente sui prezzi a termine. Secondo diversi analisti, l’immediata presa di posizione da parte del governo russo nel ricercare un cessate il fuoco immediato è stata necessaria per evitare possibili rinunce dei contratti di fornitura già stipulati in precedenza. Il momento è delicato, specie per i mercati agricoli dell’ex Unione Sovietica: molte spedizioni si stanno perfezionando adesso, e un blocco logistico a causa di una guerra interna rilancerebbe in modo sostanziale il grano americano ed europeo. Lo sa bene il presidente Putin, sceso in prima persona in campo nel tentativo di calmare gli animi. Tra l’altro, proprio all’inizio della settimana, il Ministero dell’agricoltura russo aveva fatto sapere di alzare le stime per il raccolto cerealicolo di circa 92 mila tonnellate sul totale.

Oggi, la fascia dei paesi del Mar Nero è considerata da molti operatori il “supermercato” dei prodotti agricoli del mondo, dove tutti possono acquistare a prezzi stracciati. Gli agricoltori americani si devono rassegnare, almeno per quest’anno, a subire le pressioni sui prezzi dei loro prodotti.

Intanto stasera avremo un aggiornamento dei dati da parte del Dipartimento dell’agricoltura statunitense (Usda). Le attese sono per un raccolto completato all’80% contro il 69% dell’ultimo report. Per quanto riguarda il mais, non ci sono novità sostanziali dai mercati fisici: il balletto dei prezzi di questi giorni segue esattamente quanto accaduto a livello internazionale. Nei dati di stasera, da parte del Dipartimento degli Stati Uniti, si attende una valutazione in linea con la qualità buono/eccellente per almeno il 76% del raccolto. Inoltre, si attende una resa per acro di circa 170 bushel, rispetto ai 165,3 della precedente stima. Da notare che già 165,3 rappresenti un record assoluto per il mais.

Situazione analoga anche per la soia: qui il calo dei prezzi nelle ultime settimane appare eccessivo per la condizione dei mercati fisici; infatti gli ordini di esportazione verso la Cina da parte degli Usa continuano regolarmente, e nonostante tutto il contratto con consegna novembre ha raggiunto i 10,85 dollari per bushel. L’Usda ha annunciato la vendita di ulteriori 116 mila tonnellate di soia in Cina per il 2014/2015 e altre 464 mila tonnellate verso altre destinazioni. Seguendo uno schema ben definito, illustrato nei report a disposizione (clicca qui per scaricarli), il prezzo a termine della soia sarà tra i maggiori prodotti a recuperare un prezzo medio ben superiore all’attuale livello.

Mercato europeo

Quanto visto al wheat Usa è accaduto anche al milling wheat francese. Qui la variazione è stata superiore ai tre euro per tonnellata, prima in aumento e poi in ribasso fino alla chiusura dei 179,25 euro la tonnellata. Bruxelles, nel frattempo, conferma la licenza per esportare 151 mila tonnellate di grano tenero, portando il quantitativo per la stagione 2014/2015 complessivamente a 501 mila tonnellate.

Fino alla scorsa settimana, le concessioni per esportare orzo erano 211 mila tonnellate, con un totale di stagione a 569 mila tonnellate. Intanto, si confermano 387 mila tonnellate di mais da importare in Europa, portando il mais extra-europeo a 644 mila tonnellate. L’Ue ha inoltre concesso all’Ucraina di esportare verso l’Europa 18 mila tonnellate di grano tenero senza i normali dazi: fino ad ora l’Ucraina ha potuto esportare nel vecchio continente fino a 145 mila tonnellate grazie a un apposito accordo commerciale preferenziale.

L’agenzia France AgriMer ha detto che il raccolto di frumento francese ha raggiunto al 5% contro il 2% di una settimana fa. Lo scorso anno eravamo al 2%. Il raccolto di orzo invernale francese avanza all’83% contro il 78% della scorsa settimana e al 40% del totale rispetto allo scorso anno. Sempre France AgriMer conferma che il 70% del raccolto di grano francese è stato valutato in una condizione di buono/ottimo, invariato rispetto a una settimana fa. L’orzo invernale e il mais francese sono valutati come buono/molto buono, rimanendo invariati rispetto a una settimana fa. Infine, secondo l’agenzia Agritel, gli agricoltori francesi stanno "accelerando” la raccolta per evitare che le piogge che si prevedono in questa settimana creino problemi alla qualità dei loro prodotti. Troppa umidità, in questa fase così delicata, può far declassare il grano da uso alimentare a foraggio, e dopo una stagione così perfetta dal punto di vista climatico, si cerca di fare di tutto per evitarlo.

Continua il nostro rilevamento dei prezzi all’origine. Sui due report settimanali abbiamo analizzato il prezzo medio dei nostri principali prodotti: grano tenero e duro, il suo future Agrex, il granoturco Ibrido Nazionale e i semi oleosi nazionali. In particolare ci stiamo concentrando sugli effetti delle variazioni dei prezzi internazionali dei semi oleosi e dei suoi derivati come l’olio e la farina di soia sui nostri prodotti interni. In questo modo possiamo trovare una diretta correlazione e previsione con il trend internazionale.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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