Mercato cereali, situazione ben definita

Produzione in crescita e raccolti record: il bollettino settimanale sulla situazione internazionale.

di Sergio Pitzalis

Oggi la situazione internazionale del mercato cerealicolo appare ben definita. La produzione di cereali e soia è in crescita in tutti i principali paesi del mondo. Tra i grossi produttori non esiste uno stato in cui si segnali un calo rispetto allo scorso anno. Non solo, ma addirittura si stanno concretizzando dei raccolti record in molte regioni. Dal punto di vista stagionale, per gli agricoltori americani possiamo parlare di anno anomalo, con prezzi in calo tra giugno e luglio e possibili recuperi tra settembre e ottobre. Di norma, nei mercati Usa accade il contrario.

Mercato internazionale

Questa settimana anche le Nazioni Unite confermano un aumento delle scorte mondiali di grano per il 2014/2015 come non si vedeva da 12 anni a questa parte. La Fao parla di una riduzione dei prezzi mondiali dei principali prodotti alimentari ormai da tre mesi a questa parte. Da questo punto di vista, l’approvvigionamento per i paesi più in difficoltà è senza dubbio migliore. Infatti, secondo la Fao, le prospettive per le forniture sono migliorate notevolmente nel corso dell’ultimo mese, grazie soprattutto alle maggiori attese di grano tenero e duro dai raccolti di Europa, India e Stati Uniti.

La Fao, inoltre, vede positivo su tutti i prodotti cerealicoli, con una crescita mondiale di ben 18 milioni di tonnellate rispetto a quanto previsto a primavera. La Fao stima il raccolto cinese a 122,5 milioni e il raccolto indiano a 95,9 milioni di tonnellate. Per i cereali come l’orzo, il mais e il sorgo, la produzione mondiale è visto in aumento di 13,3 milioni di tonnellate, riflettendo le ottime prospettive di miglioramento negli Stati Uniti. Nonostante tutto, il consumo di cereali è in lieve calo rispetto allo scorso anno, e questo grazie soprattutto a una riduzione di mais a uso industriale e mangimistico in Cina.

Per la soia non ci sono state sorprese a livello di esportazioni Usa in questa settimana: gli acquirenti preferiti rimangono i paesi arabi e la Cina. In attesa dei dati Wasde di venerdì 11, la produzione di soia negli Stati Uniti è vista stabile, con una resa per acro ferma a 44,5 bushel. L’agenzia Mda CropCast aumenta la previsione per il raccolto di soia negli Stati Uniti di 3,8 milioni di tonnellate rispetto alla settimana scorsa, con un totale di 100,79 milioni e con un aumento del 16% rispetto allo scorso anno. Intanto la Fao ha lasciato le previsioni per il 2014/2015 sul raccolto di soia nel mondo invariato a 283 milioni di tonnellate, in aumento di 16 milioni. Anche le scorte di soia a livello mondiale sono viste invariate rispetto alle precedenti rilevazioni.

Per il mais la notizia più importante della settimana riguarda la cancellazione di diversi ordini da parte degli Stati Uniti. Si attende la conferma che le rinunce arrivino proprio dalla Cina. In ogni modo, si continua a profilare un raccolto record negli Usa anche per il mais: la superficie interessata è stata di 83 milioni di ettari e con una resa a 165 bushel per acro. L’agenzia Mda CropCast rimane ferma sulle precedenti stime, parlando di un raccolto di mais degli Stati Uniti fermo a 354,2 milioni di tonnellate, anche se in progresso del 2% rispetto all’anno precedente. Invece la Fao aumenta le sue previsioni per il mais nel mondo di 13 milioni di tonnellate, superando anche le stime della Usda. L’aumento di produzione 2014/2015 arriva soprattutto dalle ottime prospettive di Europa e Stati Uniti.

Mercato europeo

Nelle attuali condizioni, Europa, Russia, Ucraina e Cina sono le più favorite dalla buona annata di cereali, a differenza degli Stati Uniti costretti ad abbassare continuamente i premi dei loro contratti per non perdere ulteriori clienti. La Fao stima un raccolto di grano europeo a 147,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,7% rispetto all’anno scorso, molto meglio delle previsioni da parte della Usda.

Il raccolto di mais in Europa sale di 6 milioni di tonnellate, con un totale di 87,9 milioni, in linea con lo scorso anno. In lieve calo, invece, è visto il raccolto in Ucraina, con una riduzione possibile del 9% a 57,1 milioni di tonnellate. Diversi operatori in Europa non nascondono una certa preoccupazione, avendo sentore di una possibile riduzione di cereali in commercio a causa dei prezzi troppo bassi. Per il momento non ci sono elementi di preoccupazioni, poiché la disponibilità a livello extra europeo rimane molto alta e con prezzi ridotti.

In quest’ultima settimana Bruxelles ha confermato che le esportazioni per la campagna 2013/2014 hanno raggiunto un totale record di 28 milioni di tonnellate, in crescita del 48% rispetto a un anno fa.

Continua il nostro rilevamento dei prezzi all’origine. Sui due report settimanali (disponibili cliccando qui) abbiamo analizzato il prezzo medio dei nostri principali prodotti: grano tenero e duro, il suo future Agrex, il granoturco Ibrido Nazionale e i semi oleosi nazionali. In questo modo è possibile non solo confrontare l’andamento dei prezzi interni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma è possibile trovare una diretta correlazione e previsione con il trend internazionale.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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