Grano tenero, l’Ucraina sfida i mercati

Il paese europeo è diventato il primo concorrente degli Usa e dell\'Europa

di Sergio Pitzalis

In quest’ultima settimana di maggio non cambia lo scenario ribassista sui mercati internazionali dei cereali. Le rinunce arrivate agli agricoltori americani da parte di paesi come Messico e Brasile non fanno altro che spingere i prezzi ancora più in basso. Seppure in sofferenza, rimangono stabili i prezzi in Europa, con il Milling wheat francese ancora sui 191 euro/t. Sul mercato interno continua il calo dei prezzi all’origine per la soia, mentre rimangono fermi quelli su frumento tenero, duro e mais.

Mercato internazionale

Come dicevamo sopra, il mercato a termine sul wheat ha registrato la sua peggiore performance mensile dal settembre 2011. I pessimi dati sulle esportazioni settimanali statunitensi sono solo l’ultima delle motivazioni del calo dei prezzi. Il future sul wheat Usa, consegna luglio, venerdì ha chiuso in calo dello 0,8% a 6,27 dollari per bushel. Le rinunce, confermate giovedì dalla Usda (il Dipartimento agricoltura degli Stati Uniti), sono state pari a 52 mila tonnellate di frumento statunitense. I mercati interessati erano Israele, Messico e Brasile. Inoltre, la conferma di condizioni climatiche ormai in linea con la stagione fanno di contorno alla debolezza dei prezzi agricoli.

Molti analisti sono dell’idea che il prezzo del frumento negli Stati Uniti continui a essere troppo caro: mercati come Europa, Ucraina, Russia, India e Cina sono ormai in grado di competere in termini di produzione e di logistica con la superpotenza americana.

Ovviamente non cambia lo scenario neppure sul mais statunitense. Anche in questo caso il calo dei prezzi a termine continua la sua corsa: il calo è stato del 9,4% dall’inizio del mese.

Negli Stati Uniti da giugno terminano le forniture legate al vecchio raccolto e si passa alle prenotazioni sui nuovi raccolti. In questa prima settimana del mese il Dipartimento dell’agricoltura statunitense fornirà la prima valutazione “approfondita” sulle condizioni dei nuovi raccolti. Per il mais, le previsioni già indicano una qualità di "buono" o "eccellente" per oltre il 70% del nuovo raccolto. Unica eccezione rimane ancora il prezzo dei semi oleosi, stabili sui 15 dollari per bushel. Qui, al contrario dei cereali, le esportazioni continuano a buon ritmo, sia sul vecchio raccolto sia nelle prenotazioni del nuovo.

Come abbiamo già avuto modo di commentare nelle settimane precedenti, per la soia si prevede un raccolto record, ma nonostante questo, le preoccupazioni principali rimangono legate alle scorte di magazzino. Si continua a osservare una domanda sostenuta, sia all’interno degli Usa sia dagli altri paesi, primo tra tutti la Cina. Anche il raccolto di soia in Brasile sembra destinato a un livello più alti di tutti i tempi: l’agenzia Agroconsult stima una produzione 2014/2015 pari a 94 milioni di tonnellate, battendo anche le previsioni Usda ferme a 91 milioni di tonnellate.

Mercato europeo

A Parigi, il frumento tenero con scadenza novembre chiude invariato a 191,50 euro/tonnellata pur rimanendo sui minimi degli ultimi quattro mesi. La performance mensile del Milling wheat è in flessione dell’11,0%. È chiaro come su Parigi vi sia la pressione dei mercati Usa, seppur i dati europei sull’esportazione confermino la cifra record di 560 mila tonnellate. L’Algeria rimane il primo acquirente francese, con un ordine di 700.000 tonnellate di grano per il nuovo raccolto. Pare che il prezzo d’acquisto sia stato ridotto di circa di 10 $ rispetto al prezzo corrente del mercato.

In questo momento le incertezze climatiche, proposte dalle agenzie specializzate, in parte della Russia e in Kazakistan non sembrano impensierire gli operatori internazionali. In Ucraina, nonostante la crisi in continua evoluzione, si prospetta un nuovo record sul raccolto di grano tenero, ripetendo le stesse cifre dello scorso anno; si parla di una produzione pari a 60 milioni di tonnellate. Non dimentichiamo che, nonostante il grande quantitativo esportato quest’anno, l’Ucraina ha ancora notevoli volumi di grano del vecchio raccolto da immettere sul mercato. In termini di esportazioni, l’Ucraina è il primo concorrente sul grano tenero non solo per gli Usa ma anche per l’Europa intera. L’agenzia Agritel conferma tale situazione, indicando come il mais del vecchio raccolto ucraino sia offerto sul mercato a circa 240-242 dollari la tonnellata contro i 250 della scorsa settimana. Addirittura sul nuovo raccolto di mais si parla di circa 210-215 dollari la tonnellata con un calo di 20 dollari la tonnellata.

Nel frattempo, la Francia registra uno sviluppo dei suoi raccolti come non vedevamo da anni. Sempre l’agenzia France AgriMer conferma che il 93% del raccolto di grano invernale è in linea con le previsioni rispetto a solo il 31% di un anno fa. Anche il raccolto di orzo è del 12% in linea contro solo il 3% dello scorso anno. Il raccolto di mais francese è stato seminato per il 99%, contro 87% dello scorso anno. France AgriMer parla di un raccolto di grano invernale valutato al 75% buono/molto buono rispetto al 67% di un anno fa. Infine, il raccolto di mais è valutato per 88% buono/ottimo contro il 63% di un anno fa.

Dalle scorse settimane è cambiato il sistema di rilevamento dei prezzi. Sui due report settimanali abbiamo analizzato il prezzo medio dei nostri principali prodotti: grano tenero e duro, il suo future Agrex, il granoturco Ibrido Nazionale e i semi oleosi nazionali. In questo modo è possibile non solo confrontare l’andamento dei prezzi interni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma è possibile trovare una diretta correlazione e previsione con il trend internazionale.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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