Ue, in crescita raccolti di grano, mais e soia

I raccolti di cereali in Unione europea sono i migliori degli ultimi sei anni. In aumento anche le esportazioni.

di Sergio Pitzalis

Tutta l’attenzione del mercato cereali questa settimana è andata agli ultimi dati rilasciati dal Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda). Il report Wasde, in particolare, fornisce le ultime stime sulla domanda e offerta di cereali e soia negli Usa e nel resto del mondo. Come vedremo nel dettaglio, si conferma il buon andamento a livello globale dei prodotti agricoli con buone prospettive specie in Europa, Cina e India.

Mercato internazionale

Nel complesso le stime sono tutte confermate, e non ci sono dati inaspettati; con un netto miglioramento dei vari raccolti dei principali paesi produttori. I prezzi a termine dei cereali, per effetto di tali notizie, ripiegano verso il basso. L’unica eccezione si registra sul prezzo del future della soybean, in aumento e quindi in controtendenza rispetto alle scorte finali previste.

Partiamo dal grano tenero. Le stime parlano di scorte finali di frumento a 187,42 milioni di tonnellate rispetto ai 186,53 milioni del raccolto 2013/2014. Tutto questo, nonostante il raccolto di grano negli Usa sia ancorato a una bassa produzione pari a quella di otto anni fa, anche se la Usda aveva inizialmente previsto un calo addirittura maggiore. La flessione, ovviamente, risente dei problemi sul grano invernale nelle pianure del sudovest e in quelle meridionali, dove hanno pesato le condizioni di scarsa pioggia e le temperature troppo basse. Tuttavia, battute d’arresto sono state registrate anche in altre zone degli Stati Uniti, come in California, dove nonostante la superficie destinata al grano sia in aumento, la resa finale rimarrà più bassa degli scorsi anni. La varietà di grano tenero invernale rosso, ideale per fare i biscotti e gli alimenti da bestiame, pare non raggiunga una quantità di proteine uguale allo scorso anno. Il calo per questo tipo di grano si attesta intorno al 21% rispetto all’anno precedente.

Interessanti i dati sul raccolto di mais. Il prezzo sui contratti a termine cala anche sul corn, in quanto le ultime previsioni confermano un quantitativo a disposizione per le esportazioni in aumento rispetto alle attese. La stima per le scorte mondiali di mais alla fine della stagione 2013/2014 sono state portate a 168,42 milioni di tonnellate, in aumento di quasi 11 milioni di tonnellate rispetto alle stime precedenti. Per il raccolto 2014/2015 si attendono addirittura scorte per 181,73 milioni di tonnellate. Tutto questo va a compensare tutte le difficoltà previste sui raccolti Usa e sulla crisi in Ucraina, fornendo un dato ampiamente rassicurante per le scorte mondiali. In particolare, la Usda parla di un calo di produzione in Ucraina, Brasile, India e Sud Africa e in aumento per Cina, Argentina, Russia e Messico. La crisi ucraina porta a una flessione del 15% per le rese di mais e un calo del 19% sulla loro produzione, a causa dei disagi per il conflitto in corso.

Dicevamo della soia, unica eccezione sui mercati a termine per l’aumento dei prezzi, nonostante i dati Usda parlino di una giacenza di magazzino per il 2014/2015 a livelli record, con una stima a 82,3 milioni di tonnellate contro i 66,98 milioni raccolti lo scorso anno. Qui i raccolti di soia saranno aumentati sia negli Stati Uniti, il primo paese produttore al mondo, sia dal Brasile, anche se non si registrano aumenti significati di terreno dedicato ai semi oleosi. Ma allora a cosa è dovuto la crescita dei prezzi a termine della soia? Si pensa che gli analisti attendessero un dato migliore dell’attuale. Le stime sulla produzione presentate sono, infatti, più basse delle attese di circa 1,9 milioni di tonnellate, con scorte viste in calo di circa 2,5 milioni di tonnellate rispetto alle previsioni iniziali. Senza dimenticare tutta la diatriba che stiamo seguendo da settimane ormai tra Usa e Cina sul rispetto delle consegne e sulle rinunce cinesi. Secondo le nostre analisi, le sorprese per i mesi estivi riguarderanno proprio il settore della soia.

Mercato europeo

Nel complesso i dati Usda del Wasde sono stati positivi, con un incremento dei raccolti sia per il grano, che per il mais e la soia. Il future sul grano francese ha chiuso in parità, senza particolari movimenti e in attesa dei dettagli previsti in questi giorni. La Usda stima il raccolto di grano in Europa a poco meno di 145 milioni di tonnellate quest’anno, il più alto in sei anni e il secondo come record assoluto. Le esportazioni di frumento per l’Europa sono viste in aumento di circa 30 milioni di tonnellate. Un’occasione anche per la nostra economia agricola, non solo per il frumento ma per valorizzare e commercializzare l’intero comparto agroalimentare nel mondo.

Per il mais Ue, l’Usda ha alzato le stime di importazione da 1 a 13 milioni di tonnellate, mentre lascia invariata la produzione nel 2014/2015. Il consumo di mais nell’Ue è visto in aumento da 74,5 milioni di tonnellate al record di 76 milioni di tonnellate del 2014/2015. La produzione di orzo in Europa nel 2014 è stata stimata in calo del 5% rispetto allo scorso anno, pari a 55,6 milioni di tonnellate; e il consumo nel 2014/2015 scenderà del 4% a 51,5 milioni di tonnellate. Infine la colza, per il 2014/2015 in Europa è stata prevista a 21,5 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,6%, rispetto allo scorso anno.

La questione ucraina rimane la più scottante, come ormai seguiamo da tempo. Ogni segnale di distensione con la Russia porta tranquillità sui mercati agricoli, ma la problematica è ancora lontana da essere risolta in modo definitivo. Il Ministero dell’agricoltura ucraino intanto conferma gli impegni presi in termini di produzione ed esportazione di cereali e soia. Il ministero ha confermato il record di esportazioni registrato quest’anno di cereali e soia. Inoltre, ha comunicato come il grano primaverile piantato sia pari a 6,8 milioni ettari in Ucraina, pari all’82% del target previsto. Questo totale include poco più di 4 milioni di ettari di mais (79% del target). Hanno anche seminate 3.595.000 ettari di girasole (83% del previsto) e 1.103.000 ettari di soia (67% del loro target).

Intanto France AgriMer riferisce che il 18% del raccolto di grano francese sta andando bene, contro il 6% della scorsa settimana e addirittura solo l’1% dello scorso anno. Ancora meglio le cose sull’orzo invernale francese, che è stato ritenuto buono per il 96% contro il 52% della settimana precedente e solo il 10% nel 2013. Anche il mais francese è visto in ottimo stato, pari all’83% del raccolto, contro il 65% nel 2013. Sempre France AgriMer parla di un grano invernale da considerare buono/ottimo per il 73% e contro il 66% di un anno fa.

Mercato italiano

Da questa settimana cambia il nostro sistema di rilevamento dei prezzi del grano italiano. Sui due report settimanali (vedi qui) faremo delle analisi tecniche per tipologia di prodotto e non per singola piazza. Particolare attenzione sarà posta al grano duro e alle principali qualità di tenero. Così facendo, abbiamo visto come il prezzo medio settimanale sia molto più indicativo e conforme per essere confrontato con l’andamento dei prodotti esteri di Francia e Usa.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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