Riforma Pac, triloghi a rischio fallimento

Il Parlamento europeo intende concludere l\'accordo entro fine giugno, ma non si trova la sinergia tra Consiglio e Commissione

In occasione di una recente conferenza stampa sulla riforma della Pac 2014-2020, tenutasi a Bruxelles, i negoziatori del Parlamento europeo hanno fatto sapere che i triloghi in corso rischiano di fallire se il Consiglio e la Commissione europea non troveranno subito un compromesso.

La presidenza irlandese, è stato riferito alla conferenza stampa, deve negoziare su tutti gli aspetti della riforma, inclusi quelli in cui si sono concentrate le raccomandazioni dei capi di Stato e di governo avanzate al vertice dello scorso febbraio a Bruxelles. Tra questi, in primis c’è il capitolo dei pagamenti diretti agli agricoltori e la convergenza degli Stati membri in tema di aiuti. Il Parlamento europeo intende assolutamente raggiungere un accordo sulla riforma della Pac entro la fine di giugno, quando cioè scadrà la presidenza irlandese, ma occorre che Consiglio e Commissione si accordino sulle concessioni.

Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, ha evidenziato che «ci sono questioni vitali su cui non possiamo cedere». De Castro si riferisce in particolare alle questioni legate al futuro dei giovani in agricoltura, alle piccole imprese, al nodo della convergenza degli aiuti Ue all’interno di ogni singolo Stato membro, alla salvaguardia delle colture arboree, ai temi inerenti le agenzie di pagamento degli aiuti, al sistema di allerta, alle sanzioni legate agli aiuti verdi su cui il Consiglio ha posto un veto. «Il Parlamento – ha proseguito De Castro – è disposto a lavorare ventiquattr’ore al giorno e sette giorni su sette, ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Non abbiamo registrato alcun accordo politico e non intendiamo raggiungerlo l’ultima notte».

I triloghi in programma questa settimana riguardano il confronto su sviluppo rurale e regolamento su finanziamento, gestione e monitoraggio della Pac, pagamenti diretti e Ocm unica. Temi che le delegazioni dibattono ormai da settimane, secondo De Castro, senza aver raggiunto risultati su nessun punto.

«Il vero problema – aggiunge Giovanni La Via, membro della commissione agricoltura e relatore del Parlamento per il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della Pac – è che su alcuni punti come quello delle sanzioni sul greening, quello relativo al capping e anche alle agenzie di pagamento non si riesce a sbloccare il negoziato, il Consiglio rifiuta di trattare. Si tratta di un problema a livello di negoziazione, non di contenuti, ma nei triloghi non viene nessuno che ha la capacità di negoziare. Ero moderatamente ottimista sulla possibilità di chiudere in tempi brevi – ha commentato ancora La Via – ma ora, data la rigidità del Consiglio, devo constatare l’aumento delle difficoltà nei negoziati e quindi il rischio di una loro mancata conclusione entro fine giugno».

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