Pesche, cala il costo sui campi ma non il prezzo

I paradossi del mercato: gli agricoltori spendono meno per coltivare pesche, ma le quotazioni non smettono di salire

Nel 2001 un chilogrammo di pesche veniva pagato al produttore emiliano-romagnolo 40 centesimi al chilogrammo. Nel 2011 il prezzo era sceso a 22 centesimi. Nello stesso periodo il prezzo medio alla produzione delle nettarine è passato da 43 a 23 centesimi al chilogrammo, quello delle pere da 45 a 36, del kiwi da 62 a 40. Questo risulta da un’analisi di Coldiretti Emilia-Romagna sulla base dei dati dell’Osservatorio Agroalimentare regionale.

Ma l’organizzazione agricola tiene a sottolineare che del calo dei prezzi alla produzione non si sono accorti i consumatori, perché i prezzi al consumo sono invece risultati in costante aumento. Commenta Coldiretti: «La forcella sempre più ampia tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo è un fenomeno ormai strutturale nell’ortofrutta, e rende ormai improrogabile affrontare l’organizzazione della filiera ortofrutticola». Proprio per questo, mercoledì 26 settembre in occasione del Macfrut di Cesena, Coldiretti presenterà "Fai – Firmato Agricoltori Italiani", il nuovo modo di concepire la commercializzazione dei prodotti agricoli per ridurre la catena interminabile delle intermediazioni e recuperare reddito agli agricoltori.

Con la regia della giornalista Rai Lisa Bellocchi, interverranno l’economista Gian Luca Bagnara, che presenterà una relazione sul sistema ortofrutticolo, il presidente di Coop Reno Mario Cifiello, il presidente di Consorzi Agrari d’Italia Pierluigi Guarise, l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna Mauro Tonello e il ministro delle politiche agricole Mario Catania.

Ufficio stampa Coldiretti

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