Risolvere la carenza di calcio, zolfo e magnesio

I cosiddetti \'mesoelementi\' sono importanti per una corretta crescita delle piante da frutto. Le carenze di questo tipo in Italia sono rare, ma qui scopriamo come prevenirle

I cosiddetti ‘macroelementi’ necessari per la fertilità delle piante sono azoto, fosforo e potassio. Ma non tutti si ricordano che a fianco di queste sostanze principali ce ne sono altre secondarie, chiamate ‘mesoelementi’ e ‘microelementi’. Al primo gruppo appartengono il calcio, il magnesio e lo zolfo; tre nutrienti non trascurabili che spesso sono carenti a causa di trattamenti non corretti. Per capire se esiste carenza di tali elementi, il metodo migliore risulta l’analisi delle foglie: in caso venga evidenziata una particolare mancanza, il Crpv di Cesena ha pubblicato alcune linee guida che vale la pena riprendere*.

CALCIO (Ca)

In natura è onnipresente, soprattutto sotto forma di carbonato o solfato. Le piante lo assorbono dal terreno, ma se il pH di questo è maggiore di 7, si verificano fenomeni di carenza che vanno risolti. Il calcio, infatti, rende le membrane cellulari delle piante più stabili e integre, attiva alcuni processi enzimatici e sopprime alcuni composti tossici prodotti naturalmente dalla respirazione delle piante. Grazie al calcio, inoltre, i frutti hanno una polpa consistente, che rammollisce lentamente e che non genera i cosiddetti fenomeni di ‘cracking’ (nella foto).

In caso di fenomeni di carenza (più frequenti quando i frutti sono maturi), i sintomi si ritrovano nelle zone a intenso accrescimento, soprattutto nelle foglie giovani: qui avvengono clorosi marginali, accartocciamenti e malformazioni. Per risolvere tali problemi (seppure estremamente rari nei terreni italiani), occorre adottare misure preventive che evitino la competizione tra elementi chimici nella fase di assorbimento (è questa la principale causa di carenza di calcio). In generale, è consigliato evitare potature secche troppo spinte. Ci sono poi strategie mirate in caso di sintomi specifici:

  • Per il ‘cracking’ delle ciliegie e la rugginosità di pesche e nettarine, occorre intervenire precocemente per via fogliare con prodotti a base di ossido di calcio o cloruro di calcio (quest’ultimo va utilizzato solo con temperatura atmosferica inferiore a 25°C).
  • Per la butteratura amara del melo, vanno utilizzati apporti fogliari con nitrato di calcio o cloruro di calcio.
  • Per le fisiopatie del pesco, occorrono trattamenti dalla scamiciatura al post-diradamento: almeno tre ogni due settimane. I trattamenti tardivi risultano invece inutili.

MAGNESIO (Mg)

Si tratta di un elemento fondamentale nella crescita delle piante e nella qualità dei frutti. Anche in questo caso, i terreni della nostra penisola generalmente non sono carenti di magnesio, eccetto che in casi di pH troppo basico o acido e di scarsa dotazione di sostanze organiche. La carenza di magnesio è causa soprattutto della caduta delle foglie (filloptosi) del melo, contro la quale basta applicare nitrato o solfato di magnesio 2 o 3 volte a partire dall’allegagione.

ZOLFO (S)

Migliora le caratteristiche chimico-fisiche delle piante e prevenisce alcune malattie. Nel terreno è presente come solfuro e solfato oppure è associato alle sostanze organiche. Vale lo stesso discorso dei due elementi precedenti: in Italia sono rari i casi di terreni carenti di magnesio; si tratta di terreni dal pH estremamente basico e di ambienti anaerobici, risolvibili tramite l’utilizzo di prodotti sanitari a base di questo elemento. Una buona misura di prevenzione risulta comunque la corretta gestione irrigua del terreno, dalla sistemazione dell’impianto alla quantità di acqua (un accorgimento che migliora anche la quantità di ferro).

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*Stefano Foschi, Calcio, magnesio e zolfo: la carenza si risolve in frutteto, L’informatore Agrario 15/2011, pagg. 57-60.

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