Blocco dei tir, disagi per l’agricoltura

Il settore primario è il più penalizzato dalla protesta degli autotrasportatori

La protesta degli autotrasportatori che ha già messo in ginocchio la Sicilia (vedi qui) si è esteso al resto d’Italia, provocando gravi disagi soprattutto per le imprese agricole. Oltre al fatto che "i blocchi stradali, seppure riguardino solo il traffico pesante, creano delle code anche per le autovetture a causa della saturazione degli svincoli" – come riferisce Viabilità Italia (il centro di coordinamento nazionale della viabilità istituito al Viminale), va infatti tenuto conto che il blocco dei trasporti danneggia soprattutto l’agricoltura, che ha a che fare con alimenti deperibili che esigono trasporti immediati.

Per questi motivi, l’Autorità di Garanzia sugli scioperi sta valutando la possibilità di aprire un procedimento di precettazionecon eventuali sanzioni, mentre il ministro agli interni Annamaria Cancellieri ha informato che "non saranno tollerati blocchi stradali". Confindustria, da parte sua, ha chiesto al governo di "ripristinare immediatamente la normalità dei trasporti stradali", poiché "un fermo dei servizi non può trasformarsi in blocchi illegali, che impediscono alle imprese di poter svolgere liberamente le proprie attività e ai cittadini di circolare sulla rete stradale".

E le imprese più penalizzate, come detto, sono quelle agricole. Il più duro nelle critiche è il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che dichiara: "Le modalità della protesta degli autotrasportatori sono inaccettabili, anche se possiamo comprenderne i motivi. Un’azione così radicale ha messo in ginocchio il settore agricolo, già duramente provato dalla congiuntura economica. E questo l’Italia non se lo può permettere. Gli agricoltori stanno subendo una tripla penalizzazione: i nostri prodotti, deperibili, non possono essere stoccati; non abbiamo potuto rispettare i contratti di fornitura sottoscritti all’estero e in Italia con i buyer e la grande distribuzione, che quindi si approvvigionano all’estero; per produrre subiamo il caro-carburanti come gli autotrasportatori".

Così recita invece il comunicato della Confederazione Italiana Agricoltori: "Siamo molto preoccupati per le conseguenze dello sciopero dei Tir sull’agricoltura. Il lungo fermo degli autotrasportatori in Sicilia ha già messo in ginocchio l’intera economia agricola regionale, con danni per quasi 60 milioni di euro, e l’espandersi della protesta in tutta la penisola può infliggere un colpo mortale al settore primario, già provato dalle misure della manovra che calcano troppo la mano sugli agricoltori. Vogliamo evitare pericolose contrapposizioni tra autotrasportatori e produttori, ma l’agricoltura italiana ha già pagato un conto molto salato per questi giorni di blocco della circolazione: gli agricoltori siciliani sono stati costretti a far marcire sui campi tonnellate di prodotti altamente deperibili, oltre a buttare litri e litri di latte fresco andato a male. Se non si ripristina al più presto la normalità nel comparto dell’autotrasporto, la situazione dei produttori non potrà che peggiorare. Per questo, pur capendo le ragioni della protesta, riteniamo indispensabile che la vertenza trovi al più presto una giusta ricomposizione. D’altra parte, sono gli agricoltori a subire per primi gli effetti del ‘caro-gasolio’.

Infine, il comunicato di Coldiretti: "Con l’86% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo sciopero dei Tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come latte, carne, frutta e verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati. L’agroalimentare è il settore più sensibile, perché ai ritardi e alla perdita di opportunità commerciali si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono i prodotti deperibili. Come è già successo in Sicilia, se non si tornerà presto alla normalità, gli effetti si faranno presto sentire con gravi danni per le aziende agricole, per il commercio e per i consumatori, con gli scaffali dei supermercati vuoti e il rischio di effetti speculativi sui prezzi".

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