Agricoltura, le previsioni dell’Ue per il 2012

Nessun sconvolgimento in vista, ma qualche difficoltà per i produttori di carne suina

Il 2012 è appena iniziato, ma è già da due mesi che la Direzione generale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale (organo della Commissione europea) ha diffuso le proprie previsioni sulle principali produzioni agricole del vecchio continente. Vale la pena riportarle, per ricordarsi di verificare, alla fine dell’anno, se le stime si saranno rivelate azzeccate o meno.

Iniziamo dai cereali. Il rapporto europeo, riguardo alla campagna 2011-2012, prevede una produzione di 275 milioni di tonnellate, sostanzialmente invariata rispetto alla campagna precedente, ma con un lieve calo di superficie coltivata. Gli stock finali, già crollati del 32% nel 2010-2011, potrebbero calare di un ulteriore 17%, fino a toccare i 30,6 milioni di tonnellate (valore più basso dal 2005). Il crollo del 2010-2011 è dovuto alla minore produzione affiancata da un’impennata di esportazioni in risposta all’elevata domanda mondiale. E anche per quest’anno, il mercato dei cereali resterà teso e con prezzi alti.

Nel dettaglio, la produzione di grano tenero rimarrà invariata, mentre quella di mais è attesa in aumento del 6% (61 milioni di tonnellate), seppure non riuscirà a compensare il calo delle importazioni dovuto alle tensioni mondiali. Le oleaginose, infine, saranno in calo del 2,2% (28,1 milioni di tonnellate), nonostante un aumento del 3,4% delle superfici coltivate, e le proteaginose in calo dell’1,6% (2,8 milioni di tonnellate).

Passiamo alla produzione di carne, che nel 2010 è aumentata del 2,4% con un grande recupero di esportazioni (tanto che l’Ue è tornata il maggiore esportatore netto di carni bovine, un record perso nel 2004); nel 2011 è cresciuta di un ulteriore 1%, mentre nel 2012 calerà lievemente del -0,3%. In particolare, nel 2011 la carne bovina aumenterà dell’1,3% e quella suina dell’1,7%; nel 2012 la bovina calerà del -2% e la suina rimarrà stabile. La diminuzione di carne bovina è dovuta al declino delle vacche di razza da latte e all’incremento delle macellazioni  e delle esportazioni fuori Ue.

I prezzi della carne bovina, che nel 2011 sono stati anomali, nel 2012 torneranno alla stabilità, mentre l’export – salito incredibilmente nel 2010-2011 – si arresterà nel 2012. I produttori di carne suina continueranno a combattere contro gli alti costi di materie prime, mentre i produttori di carne avicola, che hanno goduto di un buon incremento nel 2010-2011, si stabilizzeranno. Infine, i produttori lattiero-caseari aumenteranno la propria produzione di circa il 2%.

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