I Nac: specialisti a difesa dell’agricoltura

Difendere il lavoro degli agricoltori onesti e combattere quello dei truffatori è un compito assegnato a un corpo speciale che fa capo direttamente al Mipaaf

Le notizie sui sequestri di prodotti alimentari irregolari sono all’ordine del giorno. Le cause più comuni sono le false nazionalità (ovvero i cibi stranieri spacciati per italiani) e il mancato rispetto di norme e valori imposti dalla legge italiana e comunitaria. Tutte le forze dell’ordine lavorano attivamente per sgominare tali crimini, ma esiste un corpo speciale creato appositamente per difendere gli interessi dell’agricoltura italiana: si tratta dei Nac, i Nuclei Antifrodi Carabinieri addestrati a combattere contro i criminali che danneggiano gli agricoltori italiani. Tanto che questo reparto speciale fa capo direttamente al ministero delle politiche agricole, e non a quello della sicurezza.

L’attività dei Nac è molto intensa, e ci sono i dati a dimostrarlo: nel 2010 sono state contate 1375 aziende controllate, 374 denunce, 12 mila tonnellate di alimenti sequestrati, 17 milioni di euro di contributi comunitari illeciti, 115 milioni di euro di beni sottratti alla criminalità agroalimentare.

Visto che il lavoro dei Nac è molto specifico e importante, per entrare in questo corpo sono richieste determinate competenze scientifiche, necessarie per sventare accurate frodi come la clorofilla trasformata in olio, i finti marchi Dop, gli alimenti scaduti riciclati e i fondi comunitari ottenuti in maniera fraudolenta. Tutto ciò viene attentamente monitorato dai tre nuclei operativi di Roma, Parma e Salerno, i cui carabinieri agiscono in ogni luogo d’Italia in cui avvengono movimenti di derrate agroalimentari.

L’attività dei Nac è particolarmente instensa per quanto riguarda la lotta alle frodi a danno dell’Unione Europea: gli accertamenti di contributi ottenuti illegalmente sono aumentati del 123% dal 2009 al 2010, e contrastare questo fenomeno significa svolgere accurate indagini tecnico-finanziarie attraverso verifiche documentali, rilevamenti satellitari e controlli in azienda. Ma con risultati eccellenti: le fatturazioni di operazioni inesistenti e le false intestazioni di terreni agricole passano sempre meno inosservate. E i vantaggi vanno agli agricoltori che continuano a lavorare onestamente.

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