Romano: ‘Le Regioni siano piu’ celeri con il Psr’

Il ministro dell\'agricoltura fa il rapporto del suo primo semestre di attività, e polemizza con Regioni e Ue per i fondi Psr.

«Le Regioni devono essere più attente e veloci a spendere i loro fondi del Psr: i loro ritardi penalizzano non solo il comparto agricolo, ma anche la nostra reputazione agli occhi dell’opinione pubblica europea». Il ministro dell’agricoltura Francesco Saverio Romano non ha certo evitato di scatenare polemiche in occasione della conferenza stampa tenutasi ieri per illustrare i suoi mesi di attività a capo del Mipaaf. «La prossima settimana incontrerò le Regioni proprio per risolvere questo problema. A mio parere occorre creare un circuito interno che permetta alla Puglia, ad esempio, di spendere i soldi che non riesce a utilizzare la Calabria, senza che essi tornino a Bruxelles».

Le ultime stime di Coldiretti parlano infatti di un’Italia indietro di 872 milioni nell’erogazione dei fondi del Mipaaf, di cui 475, se non distribuiti entro la fine dell’anno, torneranno nelle casse dell’Unione Europea. Ma Romano non ci sta, e oltre a invitare le Regioni a darsi una mossa, polemizza con la Commissione europea: «Ho intenzione di chiedere al commissario per l’agricoltura Dacian Ciolos di utilizzare, nella distribuzione dei fondi della prossima Pac, un criterio che eviti la perdita dei flussi in caso essi non vengano spesi da una singola Regione. La proposta che Ciolos sta portando avanti, contro l’opinione del parlamento europeo e contro i nostri interessi espressi tre mesi fa, è concentrata sul criterio di superficie per la distribuzione dei fondi, una scelta che penalizza fortemente l’Italia. La Pac ha in serbo 3 miliardi e 700 milioni per gli Stati membri, soldi importanti che decideranno le sorti dell’agricoltura per i prossimi anni: per questo abbiamo intenzione di rimanere attivi per far valere i nostri interessi. Ma finché le Regioni non riusciranno a spendere i soldi che già abbiamo, l’Europa ragionerà pensando che è giusto tagliarci le risorse, dato che non riusciamo a spendere quelle che già ci danno». 

Un altro tema importante toccato da Romano riguarda la tutela del vino italiano: «Nel comparto vitivinicolo ha suscitato perplessità il tema dei diritti di impianto. Per questo, ho sottoscritto una lettera congiunta con altri ministri Ue per ribadire al commissario Ciolos la nostra contrarietà all’ipotesi di liberalizzazione, e per chiedere di mantenere validi i diritti di impianto nel settore vitivinicolo anche dopo il 2015. Vogliamo tutelare le produzioni italiane, e questo non accadrà certo con l’aumento incontrollato del prodotto nel mercato».

Romano ha inoltre ribadito l’impegno per garantire la trasparenza dei prodotti alimentari, attuato con il provvedimento dell’8 giugno scorso che ha regolarizzato la leggibilità dell’origine dei prodotti alimentari in etichetta. Uno dei numerosi impegni realizzati dal Mipaaf, un ministero che, secondo Romano, «si riconosce per ciò che fa e per come lo fa».

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