L’uva a -10 gradi fa il vino piu’ buono

In Val d\'Aosta una particolare tecnica di raccolta al gelo fa produrre il Vino del Ghiaccio, che oltre a essere il più alto d\'Europa con i suoi vitigni situati a 1200 metri di altitudine, è anche tra i più pregiati del mondo.

I tedeschi lo chiamano Eiswein, i francesi Vin de glace e gli italiani Vino del ghiaccio. Il nome, insomma, rende già l’idea di questo strabiliante prodotto realizzato in Val d’Aosta, dove a Morgex, località situata a 1200 metri di altitudine, ai piedi del monte Bianco, si trovano i vigneti più alti d’Europa. Sono piccole distese di filari distribuite su vari terrazzamenti ricoperti da neve, che rendono questo piccolo luogo produttivo il più particolare del mondo. In nessun altro paese, infatti, si trovano aziende agricole situate in località dalle condizioni climatiche così estreme. Ma a Morgex l’uomo è riuscito a ingegnarsi e a produrre dell’ottimo vino dove nessuno avrebbe pensato di coltivare qualcosa.

Il vino del ghiaccio è frutto di una particolare tecnica di raccolta e di lavorazione delle uve, realizzata ad hoc per i vitigni della Val d’Aosta e grazie alla quale viene prodotto del vino genuino e di enorme qualità. La vendemmia a Morgex non si effettua a settembre come in tutto il resto d’Italia, bensì a dicembre o a gennaio. L’uva, infatti, viene lasciata sulla pianta fino a quando l’acino si disidrata naturalmente a causa delle basse temperature e del gelo. La conseguenza di questo processo è la concentrazione di zuccheri e acidi nel chicco d’uva, che conferisce al prodotto finale una gran varietà di aromi e profumi.

La raccolta viene ovviamente realizzata a mano, di notte e a una temperatura di -10 gradi centigradi, quando tutto è ghiacciato. Nelle notti invernali più fredde i vignaioli escono dalle loro case, ben coperti e ancora assonnati, ma il gelo risveglia subito il loro corpo. Armati di guanti, questi appassionati uomini possono così cominciare a raccogliere gli acini completamente ghiacciati, che vengono pressati sempre in condizioni di freddo estremo. In questo modo, infatti, la parte acquosa che rimane congelata viene scartata, e dell’acino rimangono solo poche gocce di pregiatissimo succo concentrato.

Con un tale metodo di produzione è ovvio che il prodotto finale ammonta al 5-10% di una normale vendemmia, ma le basse quantità vengono compensate dalla pregiata qualità del Vino del ghiaccio. Grazie a questi vignaioli che svolgono il loro difficile lavoro senza arrendersi davanti alle temperature glaciali, la Val d’Aosta può contare su sette denominazioni di zona e sette di vitigno, tra le quali il Blanc de Morgex et de la Sale Doc e il Chaudelune.

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