E.coli, richeste di rimborso entro il 15/7

Il decreto legge italiano applica le disposizioni europee al nostro paese.

L’epidemia di Escherichia coli che ha colpito in questi mesi l’Europa si può definire a tutti gli effetti un caso eccezionale: non solo il ceppo del batterio era temibile e difficile da rintracciare, ma il conseguente contagio ha anche provocato la crisi di un intero settore, quello dell’agricoltura. E, a differenza di altre emergenze che hanno visto reazioni lente e ritardatarie, questa volta tutte le istituzioni si sono mosse in maniera estremamente rapida.

Così, l’Unione Europea, calcolati i 150 milioni di euro persi dal mercato ortofrutticolo a causa del blocco degli acquisti dovuto alla psicosi (a sua volta provocata dai continui errori delle autorità sanitarie tedesche), ha messo a disposizione in tempi molto brevi 210 milioni di euro per risarcire gli agricoltori dei 27 Stati membri. E l’Italia ha recepito subito la normativa, emanando un decreto legge che abbiamo già pubblicato su Agrinotizie (vedi www.agrinotizie.com/articoli/normativa.php). E che spieghiamo in questa sede.

Come ha spiegato il ministro dell’agricoltura Francesco Saverio Romano, il decreto legge italiano serve a ritirare dal mercato i prodotti interessati dalla crisi (pomodori, cetrioli, insalate, zucchine, peperoni, cicorie), a risarcire parzialmente i produttori e a correggere le distorsioni di mercato provocate dalla crisi. Insomma, le direttive europee sono state applicate all’ambito italiano così com’erano.

Il rimborso viene calcolato sulla metà del valore medio di mercato dei prodotti sopra citati nel triennio 2008-2010: 44,4 euro/quintale per i peperoni, 38,9 per le lattughe (ovvero indivie, ricce e scarole, ma non i radicchi), 33,2 per i pomodori, 29,6 per le zucchine, 24 per i cetrioli. Tali importi sono elevabili al 70% per gli agricoltori soci di Organizzazioni di produttori (dunque, nell’ordine seguito prima, gli importi salgono a 80, 69,9, 40,45, 53,2, 43,2 euro/quintale), e cumulabili a quelli previsti dall’Organizzazione comune di mercato dell’ortofrutta.

Il periodo interessato dai rimborsi va dal 26 maggio al 30 giugno 2011, un lasso di tempo troppo breve secondo tutte le organizzazioni agricole italiane, tra cui la Coldiretti, che ha protestato anche per il limitato numero di colture coperte dai risarcimenti. In ogni caso, né l’Ue né il governo italiano sembrano per ora intenzionati ad estendere gli aiuti, per i quali dovrà essere fatta richiesta ad Agea entro il 15 luglio.

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