Nuove norme per le piscine degli agriturismi

Le Regioni stanno introducendo rigide regole che le aziende agrituristiche dovranno rispettare, tramite costosi adeguamenti strutturali.

Gli operatori agrituristici sono sempre più preoccupati: in tutta Italia stanno fioccando le norme regionali che impongono costosi adeguamenti da effettuare alle piscine delle loro strutture. Il problema più grave è quello della Toscana: scadrà questo mese, infatti, il termine entro il quale le piscine degli agriturismi dovranno adeguarsi alla nuova norma (ma con una benefica proroga a marzo 2012 per chi deve affrontare gli interventi più complessi), che prevede rigidi standard per la qualità dell’acqua e le dimensioni della struttura, nonché l’obbligo di spogliatoi, servizi igienici e locali per il pronto soccorso. Unica nota positiva è che le Regioni, ascoltando le proteste delgi operatori, hanno evitato di porre l’obbligo del bagnino di salvataggio per le piscine di piccole dimensioni (ovvero quelle di massimo 200 metri quadri di superficie e 160 centimetri di profondità, che costituiscono la maggoranza).

Tuttavia sono ottomila, secondo una stima di Agriturist, gli agriturismi italiani dotati di piscina, ovvero il 40% del totale. E ben due terzi di questi hanno costruito le loro strutture senza poter contare su delle norme ufficiali, ma basandosi solamente sui suggerimenti dei costruttori e sugli accordi Stato-Regioni stretti nel 2003 e nel 2004, pur senza avere valore legale. Quasi tutte le piscine si trovano così attualmente senza servizi igienici, e i loro proprietari si vedono costretti a sostenere ingenti spese per adeguarsi alle nuove norme. Senza parlare di chi ha intenzione di ridurre le dimensioni della propria struttura per evitare di pagare un bagnino di salvataggio.

Nessuno si potrà però risparmiare di rispettare gli standard qualitativi dell’acqua, che d’ora in poi dovranno rispettare valori ben precisi, in linea con quelli imposti agli alberghi. Tante Regioni, infatti, hanno disposto l’obbligo di analisi periodiche dell’acqua in laboratorio, che dovrà inoltre essere cambiata giornalmente e monitorata da contatori del flusso idrico in entrata e in uscita. Nella maggior parte delle località il tutto sarà sotto la responsabilità di una persona interna all’azienda agrituristica, che dovrà redigere un documento di prevenzione dei rischi e di registrazione degli interventi. Per tanti operatori agrituristici, insomma, non sarà facile adeguarsi alle nuove e restrittive regole regionali.

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