Agricoltura esclusa dal milleproroghe

Eliminati a sorpresa tutti i provvedimenti destinati al settore primario, tranne quello delle quote latte, rimandate di altri sei mesi.

Nessuno se lo aspettava, seppure sia successo anche l’anno scorso: il pacchetto agricolo è stato escluso dal decreto Milleproroghe. Nonostante l’ok dichiarato da tempo dalla Commissione agricoltura in Parlamento, le Commissioni al Bilancio e agli Affari istituzionali hanno negato il via libera alla tassa agevolata sul gasolio utilizzato nelle serre, al fondo di ottanta milioni di euro per gli allevatori e a quello di sessantacinque milioni per il settore bieticolo-saccarifero, tre proposte che costituivano appunto il pacchetto agricoltura contenuto nel decreto Milleproroghe approvato ieri in Senato. Unica proroga approvata nel pacchetto e relativa al settore primario è quella delle multe latte, il cui pagamento è stato rimandato ulteriormente al 30 giugno 2011, con una conseguente scia di polemiche per l’ennesimo rinvio.

Il rifiuto più sorprendente è stato quello della tassa agevolata sul gasolio, attesa da oltre due anni e già approvata in numerosi paesi europei, con il benestare dell’Ue: dato che, a causa di un’apertura di infrazione da parte della stessa Ue, da circa un paio d’anni i produttori in serra non godono più dell’accisa zero, l’intenzione era quella di risarcirli tramite una tassa di 21 euro ogni mille litri da pagare dietro l’impegno di ridurre i consumi di carburante. Ma per la seconda volta, il provvedimento non è stato approvato all’interno del Milleproroghe.

Questione diversa è quella del settore bieticolo-saccarifero, che grazie ad Agea ha già beneficiato di ventuno degli ottantasei milioni richiesti come contributo grazie, ma che rimarrà ancora in attesa dei restanti sessantacinque. Le associazioni degli allevatori, invece, restano in profonda crisi: senza gli ottanta milioni richiesti, la loro attività è a forte rischio di collasso. Proprio per questo sono giunte forti proteste da parte di Confagricoltura e Cia: la prima ha parlato di «episodio molto grave, al quale si dovrà porre rimedio per evitare il crollo del settore primario, già duramente provato dalla crisi e dall’esclusione dagli incentivi fiscali», mentre la seconda, tramite le parole del suo presidente Giuseppe Politi, ha invitato il ministro Galan «ad intervenire immediatamente per evitare la chiusura di migliaia di imprese a rischio, se non vuole che tutti gli agricoltori scendano in piazza a protestare».

Il ministro dell’agricoltura, da parte sua, ha dichiarato che «il decreto Milleproroghe non è lo strumento giusto per eliminare le emergenze del settore agricolo, che, salvo alcune piccole cose, negli ultimi mesi ha avuto tutto ciò che ha chiesto. L’agricoltura non ha bisogno di contributi a pioggia, dato che esiste già la grande opportunità data dalla Politica agricola comune dell’Unione Europea».

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