A Bologna si sogna la svolta dell’agricoltura

Il convegno \"Sos agricoltura\" mira al ritorno delle comunità e all\'utilizzo delle fonti rinnovabili

Il titolo del convegno era emblematico: con "Sos agricoltura", tenutosi lo scorso giovedì 18 novembre a Bologna, il Fai (Fondo ambiente italiano) ha voluto lanciare nuove proposte per il rilancio del settore agricolo. E lo ha fatto in maniera decisa e provocatoria, innanzitutto tentando di convocare insieme, ma senza riuscirci, il Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan e quello dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per dimostrare che oggi questi due settori sono più legati che mai, ed è necessario procedere a braccetto per collaborare.

Tuttavia, se Galan ha almeno degnato il Fai di una rapida presenza, la Prestigiacomo non si è nemmeno presentata al dibattito, dimostrando insensibilità e disinteresse verso i problemi che legano agricoltura e ambiente in Italia. Il discorso del Ministro dell’Agricoltura, invece, si è concentrato a descrivere i propri stanziamenti di 100 milioni di euro per il settore agroalimentare e di 177 milioni per la bonifica e l’irrigazione.

Ben più interessante e innovativo è stato l’intervento di Andrea Sergé, preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, che ha spiegato come il futuro dell’agricoltura consista nella «terziarizzazione, per produrre beni e servizi pubblici». L’idea di Sergé è meglio spiegata con un esempio: «La facoltà bolognese di Agraria ha un’azienda agricola che raccoglie gli scarti della potatura in città, in modo da incrementare il suo fatturato. Interventi di questo genere dovrebbero essere svolti da tutti gli agricoltori, i quali possiedono dei mezzi in grado di svolgere tanti servizi a favore della comunità in cui vivono, come ad esempio la rimozione della neve», ha descritto entusiasticamente il preside.

Un vero e proprio sogno di ritorno alla vita comunitaria nel mezzo del nuovo millennio così segnato dal progresso, anche nel settore agricolo, il quale però sta già tendendo verso l’abbandono della chimica pesante a favore delle coltivazioni biologiche e dei prodotti tipici territoriali. Un orientamento descritto da Ilaria Borletti, presidente del Fai: «Le fonti di energia rinnovabile, seppure siano accusate di rovinare il paesaggio, sono importanti sostegni per il settore agricolo. Esse vanno stimolate e utilizzate ancora più di quanto lo si stia già facendo oggi».

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